Effetti collaterali dopo il vaccino Covid: scuole svuotate, 200 insegnanti danno forfait

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Mauro Favaro
Effetti collaterali dopo il vaccino Covid: scuole svuotate, 200 insegnanti danno forfait

TREVISO - Il vaccino anti-Covid svuota le cattedre e fa saltare le lezioni. Sono oltre 200 gli insegnanti che ieri mattina non si sono presentati a scuola a causa degli effetti collaterali emersi dopo la prima iniezione: mal di testa, dolori articolari e febbre anche fino a 39. Il problema è emerso 24 ore dopo la due giorni organizzata dall’Usl per la somministrazione del siero AstraZeneca a 5.570 insegnanti. In alcune scuole si è dovuto far a meno di oltre il 15% dei docenti. E il totale delle assenze è calcolato per difetto. 

LE MISURE
L’emergenza è scattata all’alba. Gli istituti hanno fatto l’impossibile per recuperare supplenti. Ma in alcuni casi ci si è dovuti arrendere. L’istituto comprensivo di Villorba e Povegliano è stato costretto a far rimanere a casa 4 classi delle elementari. Altre 4 sezioni sono uscite prima. Oggi resterà ancora a casa una prima delle elementari Marco Polo di Villorba. «È prevista la sospensione dell’attività didattica a causa dell’assenza degli insegnanti dovuta agli effetti collaterali del vaccino», si legge nelle circolari firmate dal preside Michelangelo Guarnieri per ogni sezione coinvolta. Un possibile malessere dopo la prima iniezione era stato previsto. In teoria, però, avrebbe dovuto colpire solo l’1% degli insegnanti vaccinati. A conti fatti, una sessantina di persone. L’Usl fa sapere che non sono emerse gravi reazioni avverse. Ciò che colpisce, però, è la diffusione dei casi. E ora l’azienda sanitaria sta pensando di riorganizzare le nuove sedute vaccinali per i docenti previste nei fine settimana. «Proporremo di organizzare le convocazioni di venerdì pomeriggio e di sabato pomeriggio, in modo da dare il tempo per recuperare da eventuali effetti collaterali – spiega il direttore generale Francesco Benazzi – va però sottolineato che simili reazioni lievi nella giornata successiva all’iniezione indicano proprio che il vaccino sta funzionando nel migliore dei modi. E’ accaduto con AstraZeneca, così come con Pfizer e Moderna. Non ci sono differenze sostanziali». 


LE IMPRESSIONI
L’istituto comprensivo di Vazzola e Mareno ha registrato almeno dieci assenze tra gli insegnanti. «La speranza è che si sia trattato di uno scotto da pagare per poi riuscire a iniziare a metterci l’epidemia alle spalle», evidenzia la preside Maria Zamai. Il Duca degli Abruzzi di Treviso ha contato una quindicina di assenze. «C’è stato un aumento ricollegabile con ogni probabilità alla vaccinazione – conferma la preside Antonia Piva – di conseguenza sono emerse delle difficoltà nelle sostituzioni». Il liceo Canova ha avuto 8 professori assenti. Altri buchi sono emersi al Riccati e al Mazzotti di Treviso. Le scuole medie Serena si sono riorganizzate per coprire l’assenza di 7 docenti. «Siamo riusciti a garantire comunque le lezioni grazie alla disponibilità degli insegnanti che si sono messi a disposizione per le ore che rischiavano di rimanere scoperte», dice la preside Lorella Zauli. 

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I CASI
Anche l’istituto comprensivo Felissent ha rivisto in brevissimo tempo gli orari degli insegnanti. Solo una classe ha anticipato l’uscita di un’ora. «C’è stata una riorganizzazione tra i vari plessi – spiega la preside Francesca Magnano – io stessa ho fatto il vaccino e ho avuto qualche lieve effetto collaterale. Ma per fortuna non tale da impedirmi di prendere servizio». Nelle scuole di Biadene sono rimasti a casa 7 insegnanti. L’elenco potrebbe essere infinito. Compreso il collegio Pio X di Treviso, dove si sono contate 10 assenze tra gli insegnanti della materna e dell’elementare e 15 tra le medie e le superiori. «Abbiamo fatto fatica a sostituire gli assenti – specifica il rettore, monsignor Lucio Bonomo – alla fine, comunque, hanno preso servizio in classe tutti i docenti che erano disponibili e non è stato necessario sospendere le attività». Anche Michela Gallina, coordinatrice della Gilda degli insegnanti, è stata costretta a letto: «L’organizzazione dell’Usl è stata molto efficiente – dice – ma forse i rischi di effetti collaterali simili andavano evidenziati un po’ di più». E lo Snals, guidato da Salvatore Auci, chiede di rivedere le chiamate per le prossime giornate vaccinali: «Bisogna vaccinare di volta in volta una piccola parte del personale di ogni scuola».

 

Ultimo aggiornamento: 11:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA