Vaccini Covid, 330 operatori sanitari danno forfait: ora rischiano procedimenti disciplinari

Vaccini Covid, 330 operatori sanitari danno forfait: ora rischiano procedimenti disciplinar
Vaccini Covid, 330 operatori sanitari danno forfait: ora rischiano procedimenti disciplinar
di Mauro Favaro
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Lunedì 15 Febbraio 2021, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 13:12

TREVISO - Sono oltre 330 gli operatori della sanità che non hanno risposto alla chiamata per il vaccino anti-Covid nella cinque giorni - da lunedì a venerdì - organizzata dall’Usl della Marca. Esattamente 333, per la precisione. Tra loro ci sono medici, compresi gli specialisti, odontoiatri e infermieri in servizio nel territorio trevigiano. Adesso l’azienda sanitaria li contatterà uno per uno, proponendo loro un’altra data per vaccinarsi contro il coronavirus. Se salteranno anche questa, scatterà la segnalazione all’Ordine dei medici e degli odontoiatri e all’Ordine delle professioni infermieristiche di Treviso per l’eventuale apertura di procedimenti disciplinari, che potrebbero arrivare anche alla sospensione. «Stiamo stilando l’elenco di chi non si è presentato: chiederemo una spiegazione – mette in chiaro Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl della Marca – alcuni lavorano anche in territori diversi e quindi potrebbero essere stati vaccinati altrove. Per quanto riguarda le motivazioni di natura sanitaria, dovranno essere sorrette dai relativi certificati. Per tutti gli altri verrà fissata una seconda data per potersi vaccinare. Se rifiuteranno anche questa, segnaleremo i vari casi ai rispettivi Ordini». I presidenti degli stessi Ordini di Treviso, Luigino Guarini per i medici e gli odontoiatri e Samanta Grossi per le professioni infermieristiche, hanno già tirato una linea netta: «Per gli operatori della sanità vaccinarsi contro il coronavirus è un dovere etico e deontologico». È proprio questa ultima parola che apre la porta a procedimenti disciplinari davanti a posizioni no-vax. Anche la Fimmg di Treviso, la federazione dei medici di famiglia, è chiara: «Chi non si è vaccinato contro il Covid non dovrebbe prendere parte alle prossime attività per la vaccinazione della popolazione», scandisce il segretario Brunello Gorini.


I NUMERI
Nelle cinque giornate di campagna organizzate dall’Usl sono stati complessivamente vaccinati 4.117 operatori della sanità in servizio nel territorio trevigiano: 280 lunedì, 600 martedì, 1.244 mercoledì, 1.090 giovedì e 903 venerdì. A questi vanno aggiunti circa 1.500 operatori che erano già stati vaccinati all’inizio di gennaio. Si sale così oltre quota 5.600. L’azienda sanitaria, però, aveva spedito qualcosa come 6mila inviti a prenotarsi via mail. È questa la differenza che ha fatto emergere il “buco” delle 333 mancate risposte. Intanto si va avanti. Ieri sono state vaccinate 1.587 persone con disabilità che fanno riferimento alle comunità alloggio e ai centri diurni. Nel dettaglio, 636 a Villorba, 120 a Oderzo, 476 a Godega e 355 a Riese. E domani si continua.

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LE CONVOCAZIONI
Con questa prima giornata sono stati di fatto collaudati tutti e quattro i centri vaccinali straordinari che da martedì verranno usati per effettuare le iniezioni sui 7.500 ottantenni trevigiani nati nel 1941: il Bocciodromo di Villorba per il distretto di Treviso, dove ieri le attività sono partite con mezz’ora di ritardo a causa di un problema al collegamento internet; l’ex Foro Boario di Oderzo; il Palaingresso di Godega di Sant’Urbano per il distretto di Pieve di Soligo; il centro culturale Casa Riese a Riese Pio X per il distretto di Asolo. Di pari passo hanno preso forma le prossime tappe del calendario vaccinale. Dal 22 febbraio verranno convocati i 7.526 trevigiani nati nel 1940. E poi si andrà avanti a ritroso. Adesso ci sono anche le nuove date. «Dall’8 marzo continueremo convocando le persone nate nel 1939 – annuncia il direttore generale dell’Usl – e dal 15 marzo toccherà a quelle nate nel 1938». Sempre negli stessi quattro centri straordinari. L’obiettivo minimo fissato dall’azienda sanitaria è arrivate a vaccinare la metà degli ultraottantenni della Marca entro la fine di marzo. «Ma puntiamo anche al 70%», sottolinea Benazzi. «Per il momento le iniezioni verranno eseguite in questi quattro centri straordinari – aggiunge – quando avremo un numero sufficiente di vaccini, poi, apriremo una ventina di sedi in tutto il territorio, grazie anche alla collaborazione dei sindaci». Ciò che fa ben sperare è che dopo aver eseguito buona parte dei vaccini nelle case di riposo, il coronavirus sembra in ritirata. «Ad oggi risultano positivi solo 21 ospiti delle rsa – tira le fila Benazzi – ci auguriamo che possa presto arrivare a zero». Dopo la drastica riduzione dei contagi tra il personale degli ospedali, sarebbe il primo, enorme successo della campagna vaccinale anti-Covid.
 

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