Il premier Conte annuncia: «Nuovo Dpcm differenziato per Regioni: ci saranno tre fasce di rischio»

Lunedì 2 Novembre 2020 di Domenico Zurlo
Il premier Conte annuncia: «Nuovo Dpcm differenziato per Regioni: ci saranno tre fasce di rischio»

Il premier Giuseppe Conte ha parlato alla Camera dei Deputati per aggiornare sul nuovo dpcm in arrivo nelle prossime ore per contenere i contagi da coronavirusNel suo intervento Conte ha anticipato alcune delle misure che saranno inserite nel provvedimento: il nuovo Dpcm, ha detto Conte, non avrà misure uguali in tutta Italia ma dividerà le Regioni in tre fasce di rischio, a seconda dei contagi. «Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni», le sue parole.

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Non sarà possibile spostarsi da e per le regioni ad alti coefficienti di rischio salvo che per lavoro, studio e salute, mentre per le scuole di secondo grado si torna alla didattica a distanza: stop dunque alle lezioni in presenza. Conte ha inoltre spiegato che gli ospedali sono a rischio affollamento (soprattutto negli altri reparti) e che le terapie intensive vanno verso la criticità in 15 regioni su 20. Tra le misure annunciate da Conte c'è anche «la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali» a livello nazionale, ma anche quello che è stato definito 'coprifuoco': il premier parla di «limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda». 

 

"CAPIAMO LA RABBIA DELLE PERSONE" «Siamo consapevoli della frustrazione e del senso di smarrimento e anche della rabbia che si sta manifestando in questi giorni. E siamo anche coscienti delle ripercussioni sull'attività economica, la produzione ma non ci può essere dilemma nella difesa della salute e la tutela dell'economia, più piegheremo i contagi più allenteremo le restrizioni. I numeri macro economici non di dicono nulla del disagio sociale ma il risultato è straordinario. Ai cittadini va la nostra gratitudine», ha detto Conte. «Faremo tutti gli sforzi finanziari che servono per costituire elementi di stabilità e certezza per il mondo del lavoro», per questo il governo ha varato il dl ristori e ha esteso il blocco dei licenziamenti fino a fine marzo. 

L'INVITO A RESTARE UNITI «Questa è la terza crisi che stiamo vivendo e stavolta si può imprimere una svolta, l'Europa l'ha colta con il programma nextgeneration Eu. Serve un nuovo patto tra pubblico e privato, il pubblico non deve ostacolare il mercato ma indirizzarlo e il nostro piano offrirà un nuova prospettiva nel solco degli obiettivi Ue. Non possiamo permetterci di distogliere lo sguardo dal futuro, sappiamo con certezza che le trasformazioni in atto lo cambieranno, noi dobbiamo accompagnare la transizione, nessuno può sentirsi esonerato, rivolgo ancora un invito alle forze e alle energie del Paese, restiamo unti in questo drammatico momento in nome dell'unità e dei valori che sono alla base della nostra Costituzione».

REGIONI DIVISE IN TRE AREE Le misure saranno probabilmente diverse a seconda dei contagi nelle varie Regioni: «Alla luce dell'ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità» delle Regioni, ha detto Conte. «Nel prossimo dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L'inserimento di una Regione avverrà con un'ordinanza del ministro della Salute».

NUOVO DPCM IN ANTICIPO «La curva dei contagi di sabato ha imposto un nuovo corpus delle misure restrittive da adottare anche prima di mercoledì 4 novembre. Dopo un ulteriore interlocuzione con i presidenti delle Camere ho chiesto di poter anticipare già ad oggi queste mie comunicazioni così che il Parlamento possa esprimersi prima di adottare il provvedimento», ha aggiunto il presidente del Consiglio. «L'interlocuzione con il Parlamento e il coinvolgimento di tutte le forze parlamentari sono passaggi fondamentali».

TERAPIE INTENSIVE A RISCHIO «Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L'rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un'altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese». «Non stiamo subendo un'insostenibile pressione nei reparti di terapia intensiva ma registriamo un crescente preoccupante affolamento negli altri reparti come le terapie sub intensive e le aree mediche in generale», ha aggiunto Conte sostenendo che i dati «confermano che c'è una rilevante differenza rispetto alla prima ondata» anche in termini di risposta sanitaria e presidi e equipaggiamenti medici. 

NO OPPOSIZIONI AL CONFRONTO Il premier ha annunciato un tavolo di confronto con le opposizioni, per ora rifiutato: «Al momento questa proposta è stata rifiutata, ma se dovessero cambiare idea la proposta resterà immutata - ha detto il premier - il Governo è sempre stato e resta consapevole delle sue piene responsabilità verso il Paese e verso le decisioni che ha assunto e che assumerà». «La curva corre in ogni Continente. L'Ue all'interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall'urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l'incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi», ha aggiunto Conte nel suo intervento.

VERSO 350MILA TAMPONI AL GIORNO «La cura presso i domicili serve per alleggerire gli ospedali, Arcuri ha acquistato 10 milioni di test rapidi in modo da ridurre le quarantene. È stata avviata una richiesta per tamponi molecolari che porterà 250 mila tamponi molecolari al giorno. In questo modo aumenterà lo screening della popolazione italiana fino ad arrivare a 350 mila test al giorno, con uno scenario avverso disporremo anche di personale militare. L'evoluzione dell'epidemia risulta però molto preoccupante». 

"A MARZO NON AVEVAMO UN PIANO" «Riteniamo necessario assumere una decisione orientata che ottempli nuovi interventi restrittivi modulati sulla base del livello di rischio nei territori. Su base di criteri scientifici predefiniti ci sarà un regime differenziato basato su diversi livelli regionali. A marzo sprovvisti di un piano abbiamo emanato provvedimenti che ci hanno portato un lockdown generalizzato, oggi invece abbiamo una struttura di prevenzione».

DALLA MAGGIORANZA 11 IMPEGNI PER IL GOVERNO Il governo dovrà «adottare misure nazionale che consentano di mitigare il più possibile la crescita del contagio, anche al fine di alleviare il carico già molti pesante sul Sistema sanitario nazionale». È il primo degli undici impegni per l'esecutivo inseriti nella risoluzione di maggioranza dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera, che l'Ansa può anticipare.

Il secondo impegno invita il governo «a intervenire in costante confronto con le Regioni con misure restrittive crescenti, adeguate all'evoluzione della pandemia, che siano ispirate ai principi di massima precauzione, di proporzionalità e di adeguatezza, sulla base di parametri oggettivi che consentano di non sottovalutare la severità e l'imprevedibilità della pandemia stessa, che continua a crescere con preoccupante rapidità».

Ecco gli altri impegni richiesti dalla risoluzione di maggioranza al governo Conte.

3) Potenziare le misure che consentano di analizzare i dati sui flussi di ingresso e uscita nei reparti del servizio sanitario, nonché la relativa capienza, anche differenziata su base territoriale, e tracciare tempestivamente, in modo completo ed efficace, le catene di trasmissione, al fine di realizzare un adeguato apparato di prevenzione del contagio e di rafforzamento ed efficientamento del servizio sanitario su tutto il territorio nazionale;

4) Potenziare gli strumenti atti a consentire la diagnosi ed il trattamento precoce della patologia, anche prevedendo uno specifico piano di interventi che conduca a migliorare in maniera significativa, su tutto il territorio nazionale, la capacità delle strutture sanitarie di rispondere in modo adeguato all'emergenza, assicurando in tal modo la necessaria assistenza sanitaria;

5) Verificare, avvalendosi del Comitato tecnico-scientifico, in considerazione dei dati epidemiologici che evidenziano una significativa crescita dei contagi dell'infezione da Covid-19 sull'intero territorio nazionale, la necessità di individuare ulteriori misure di prevenzione per il contrasto alla diffusione del virus, in linea con gli indirizzi che il Parlamento riterrà di formulare;

6) Valutare l'opportunità di adottare misure ulteriori, anche di carattere automatico, differenziandole sulla base della gravità territoriale della diffusione del virus, anche a livello provinciale e/o comunale, in relazione alla sostenibilità del relativo servizio sanitario e prevedendo altresì il contestuale ristoro economico per i soggetti che verranno direttamente e indirettamente penalizzati;

7) Garantire, nelle aree territoriali in cui la soglia dell'indice Rt non risulti fuori controllo, la didattica in presenza, con particolare riferimento ai nidi, alle scuole per l'infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo grado, assicurando di conseguenza nel contempo screening periodici, tamponi veloci a personale scolastico, Ata e ad alunni;

8) Predisporre misure volta a garantire la salute del personale e degli ospiti delle RSA e delle comunità residenziali e semiresidenziali predisponendo misure preventive come screening periodici;

9) Valutare l'opportunità di un nuovo ricorso all'indebitamento - ai sensi dell'art. 81 Cost. - anche al fine di garantire e potenziare il sostegno al reddito ed ai lavoratori (precari, autonomi, partite Iva e PMI) dei settori produttivi dalla pandemia e ad integrare progressivamente tali misure con politiche volte alla creazione di un ambiente idoneo all'esercizio dell'attività di impresa e capace di generare un sensibile incremento occupazionale;

10) Garantire il rafforzamento della Strategia europea per i vaccini, che permetta sviluppo, produzione e distribuzione di vaccini sicuri ed efficaci con un accesso equo, tempestivo e rigoroso per i cittadini europei, nonché a favorire ogni politica coordinata che fornisca una risposta europea comune alla pandemia, con informazioni obiettive sulla diffusione del virus e sugli sforzi efficaci per contenerlo;

11) Assumere ogni decisione sul ricorso alla linea di credito sanitaria del MES solo a seguito di un preventivo ed apposito dibattito parlamentare e previa presentazione da parte del Governo di un'analisi dei fabbisogni e di un piano dettagliato dell'utilizzo degli eventuali finanziamenti. 

Ultimo aggiornamento: 13:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA