Coltellata alla testa dalla baby gang
Accerchiato e aggredito dal branco

Treviso. Coltellata alla testa dalla baby gang. Accerchiato e aggredito dal branco
Treviso. Coltellata alla testa dalla baby gang. Accerchiato e aggredito dal branco
di Mauro Favaro
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Martedì 23 Luglio 2019, 09:24 - Ultimo aggiornamento: 12:04

TREVISO - Un giovane accoltellato alla testa. La lama è entrata nella parte laterale ed è fuoriuscita vicino alla tempia. Solo per caso non gli ha sfondato il cranio. Mentre l'amico che era con lui è stato ferito al dito: ha rischiato di vederselo strappare a morsi. Letteralmente.

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Tanto che ha dovuto ricorrere alle cure dell'unità di Malattie infettive del Ca' Foncello per scongiurare il rischio di imprevedibili infezioni. È questo l'esito del terribile pestaggio a opera di una baby-gang andato in scena nella notte tra venerdì e sabato, pochi minuti prima delle tre, lungo il Put, all'altezza del Ponte de fero, sul versante opposto rispetto alla banca Antonveneta. Il gruppo, formato da una decina di 20enni, ha improvvisamente preso di mira un 36enne trevigiano, manager nel settore import export, e un suo amico della provincia di Venezia, un veterinario della stessa età, che stavano rincasando assieme alle  fidanzate dopo la serata passata tra Suoni di Marca sulle mura e il locale al Dazio di porta Calvi. Tutto era andato nel migliore dei modi, fino a quando non sono arrivati all'inizio del Ponte de fero. Qui una ragazza li ha raggiunti risalendo dalla zona della panchina posta sull'argine del Sile per chiedere loro una sigaretta. «Le abbiamo dato la sigaretta racconta il 36enne trevigiano e poi le abbiamo chiesto se per caso lei aveva da accendere. È stato a quel punto che è scoppiato il finimondo. Senza alcun motivo». Dall'argine sono spuntati due 20enni, subito dopo raggiunti da tutti i loro amici, che hanno iniziato a inveire contro i ragazzi. Le loro fidanzate erano andate un po' più avanti e non si sono rese subito conto di quello che stava capitando. «Hanno iniziato a urlare che non avevano nessuna sigaretta. Poi si sono messi faccia a faccia contro di noi. E all'improvviso hanno iniziato a prenderci a pugni continua il 36enne io sono stato colpito all'occhio. Il mio amico, invece, ha preso un colpo alla bocca e ha iniziato a sanguinare. Dopodiché in quattro si sono accaniti contro di me». Il giovane, però, è un tipo atletico. E' riuscito a metterne a terra un paio, scivolando verso il fiume. Poi è spuntato il coltello. «Uno di loro ce l'ha puntato contro dice il trevigiano urlando frasi tipo: Ti ammazzo. Tu non sai chi sono». Sembrava finita. Invece era solo una pausa ad altissima tensione. Pochi istanti dopo, il gruppo si è rigettato addosso ai ragazzi. A quel punto c'erano anche le loro fidanzate, richiamate dalle grida. Hanno assistito alla scena inorridite. Stavolta non ci sono stati solo pugni. 

LA VIOLENZAUno dei componenti della baby-gang ha morso l'indice del 36enne stringendo con tutta la sua forza. «Stava provando a staccarmelo racconta lui l'amico che era con me ha provato a telefonare alla Polizia, ma il gruppo gli ha strappato il telefono dalle mani mentre provava a parlare». È stato proprio quest'ultimo a ricevere la coltellata alla testa. Per fortuna la lama è rimbalzata contro il cranio, lasciando due fori: uno d'entrata e uno d'uscita. Era una maschera di sangue. La colluttazione è continuata pure dentro il Sile. Solo a questo punto il gruppo di 20enni ha desistito, anche su richiesta delle ragazze che erano con loro. Dopo aver raccolto le proprie cose, smartphone, portafoglio e ciabatte, i due amici e le fidanzate hanno raggiunto la casa di una di queste, hanno disinfettato le ferite e chiamato la Polizia. Di seguito, hanno raggiunto una pattuglia che poco più avanti, sempre lungo il Put, verso la stazione dei treni, aveva già fermato due componenti della baby gang. Lì è arrivata l'ambulanza che ha portato i due amici al pronto soccorso del Ca' Foncello. Sono stati necessari una serie di punti per chiudere le ferite del giovane accoltellato alla testa. Mentre il 36enne trevigiano ha passato la notte in Malattie infettive, dove ha iniziato una profilassi precauzionale per il morso al dito in modo da scongiurare il rischio di infezioni. Ieri pomeriggio hanno sporto denuncia. «Sono state scene da Bronx. A Treviso conclude ancora incredulo non è stata una zuffa, ma un incredibile e insensato pestaggio. E ci è andata anche bene. Poteva davvero scapparci il morto». 
Mauro Favaro

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