Catturato "Triglietta", ergastolano in fuga
Aveva un kalashnikov: "Pronto a sparare"

Catturato "Triglietta", ergastolano in fuga Aveva un kalashnikov: "Pronto a sparare"
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Sabato 9 Gennaio 2016, 10:58

LECCE - Ergastolano in fuga. Era nascosto nella sua città, ed era armato, pronto a sparare, aveva anche un kalashnikov, Fabio Perrone, l'ergastolano 42enne salentino evaso il 6 novembre scorso e catturato oggi da agenti della squadra mobile della Questura di Lecce e da agenti della polizia penitenziaria.
L'uomo al momento della cattura, all'alba, è stato trovato vestito, con accanto le armi, pronte a sparare.



La sua è stata una evasione da film con una caccia all'uomo che fino ad oggi ha mobilitato costantemente nella zona polizia, carabinieri e polizia penitenziaria. L'uomo - a quanto si è saputo - è stato costantemente protetto nel corso della sua fuga da numerose persone, anche da insospettabili. Era evaso il 6 novembre, dopo aver ferito in maniera lieve tre persone utilizzando una pistola sottratta ad uno degli agenti di polizia penitenziaria che lo avevano condotto al terzo piano dell'ospedale 'Vito Fazzi' di Lecce per essere sottoposto ad un esame medico, una colonscopia.

L'uomo durante la fuga si era impossessato di una Yaris, sottratta durante la rocambolesca fuga ad una donna alla quale aveva puntato la pistola alla tempia, nel parcheggio dell'ospedale. Perrone - secondo quanto ipotizzato sin dal primo momento dagli investigatori - quel giorno avrebbe agito senza premeditazione: infatti sebbene la visita specialistica fosse da tempo fissata, nella casa circondariale di 'Borgo San Nicola', dove era detenuto Perrone, era stato comunicato solo la sera prima che la mattina seguente sarebbe stato condotto in ospedale. L'uomo, quindi, avrebbe agito al momento, approfittando di alcune circostanze e qualcuno lo ha poi aiutato nel periodo di latitanza. Perrone, vicino alla organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita, nel marzo del 2014 aveva freddato un uomo nel bagno di un bar e per questo stava scontando l'ergastolo.

'TRIGLIETTA SEI FRITTO' 'Triglietta sei fritto': così il comandante della polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Lecce Riccardo Secci, che ha partecipato al blitz, ha detto a Fabio Perrone, l'ergastolano in fuga dal 6 novembre scorso catturato all'alba a Trepuzzi da agenti della questura e da agenti della polizia penitenziaria. 'Triglietta' è il nome con il quale viene chiamato Fabio Perrone. «La sua cattura - dice all'ANSA Secci - è il coronamento di un'attività investigativa che ci ha levato il sonno, che è proseguita ininterrottamente in questi 63 giorni, senza tregua. Siamo veramente molto contenti».

PRESO CHI LO HA AIUTATO È stato arrestato l'uomo nella cui abitazione, a Trupuzzi (Lecce), è stato trovato e catturato Fabio Perrone, l'ergastolano 42enne evaso il 6 novembre scorso. Si tratta di Stefano Renna, di 32 anni, incensurato. Ulteriori particolari sull'operazione saranno resi noti in un incontro con i giornalisti.

SI FA FESTA DAVANTI QUESTURA Si fa festa davanti alla sede della Questura di Lecce, in viale Otranto, dove è stato portato Fabio Perrone, l'ergastolano in fuga catturato all'alba dopo una latitanza durata 63 giorni. L'uomo si trova in una cella al piano superiore della Questura. Al momento della cattura ha tentato di fuggire ma è stato bloccato sul terrazzo dell'abitazione dove era nascosto, in via 2 giugno, a Trepuzzi.

CON SÈ AVEVA ANCHE 4600 EURO Aveva con sè 4660 euro in contanti Fabio Perrone, l'ergastolano di 42 anni, evaso lo scorso 6 novembre in occasione di un esame endoscopico nell'ospedale 'Vito Fazzi' di Lecce e catturato questa mattina alle 5 a Trepuzzi, la sua cittadina di origine, da agenti della Squadra Mobile e della Polizia Penitenziaria che hanno fatto irruzione in una abitazione in via 2 Giugno alla periferia della cittadina salentina. L'uomo si nascondeva in casa di un incensurato di Trepuzzi. Perrone ha tentato la fuga attraverso il terrazzo dell'abitazione ma è stato immediatamente bloccato dai poliziotti. Aveva con sé la pistola 'Beretta' rapinata all'agente di Polizia Penitenziaria durante la sua fuga rocambolesca dall'Ospedale all'interno della quale c'erano 15 cartucce e un colpo in canna. Inoltre nascondeva un fucile Kalashnikov e 10 cartucce calibro 12.

POLIZIA, "AIUTATO DA INSOSPETTABILI" «Stava diventando un idolo, con apprezzamenti espressi anche su Facebook, e questo ha complicato l'indagine perché ha avuto una rete di protezione locale non solo di pregiudicati ma anche di insospettabili, come Stefano Renna, il gestore del bar Bar8 di Trepuzzi, che lo ospitava». Lo ha dichiarato all'ANSA Sabrina Manzone, dirigente della Squadra mobile di Lecce, riferendosi alla cattura, da parte della polizia di Stato e di agenti della polizia penitenziaria, dell'ergastolano Fabio Perrone, che era evaso il 6 novembre scorso. L'uomo, contrariamente a quanto si era saputo in un primo momento, non era a casa di parenti quando è stato preso. «È stata una indagine complessa - ha aggiunto Manzone - coordinata in modo egregio dall'autorità giudiziaria che ci ha visto impegnati per due mesi 24 ore su 24. L'attività d'indagine, supportata da intercettazioni, ci faceva credere che Perrone non avesse mai lasciato Trepuzzi e le zone limitrofe. Si spostava continuamente tra Trepuzzi e Casalabate, cambiando ogni due giorni casa. Nel covo in cui é stato catturato era arrivato appena da un giorno».

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