L'infedeltà coniugale "discreta" non
è risarcibile: la sentenza della Cassazione

Giovedì 7 Marzo 2019
L'infedeltà coniugale "discreta" non è risarcibile: la sentenza della Cassazione

L'infedeltà coniugale non è risarcibile se discreta”. Lo sottolinea la Cassazione che ha respinto il ricorso di un avvocato romano che voleva essere risarcito dalla moglie, dal suo amante (un collega della donna) e addirittura dal datore di lavoro che secondo lui era colpevole «di non aver evitato che tra i dipendenti si instaurassero relazioni lesive del diritto alla fedeltà coniugale». 

Per essere risarcito, il tradimento dell'obbligo di fedeltà deve essere plateale e configurarsi con modalità molto offensive per chi lo subisce se invece la relazione extra è discreta, addirittura «confessata» solo dopo la separazione, allora nessun risarcimento danni può essere chiesto al fedifrago. Il tradito deve tenersi il «dispiacere».

Gli
ermellini hanno escluso che il datore possa «ingerirsi» nelle scelte di vita dei dipendenti perché violerebbe la loro privacy. L'amante poi non può mai essere chiamato in causa dato che «non è soggetto all'obbligo di fedeltà». Nemmeno la moglie paga, se è una infedele felpata e una saggia rea confessa tardiva. E' stato condannato per lite temeraria.

Ultimo aggiornamento: 18:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA