I "furbetti" del cashback, 150 scontrini per un pieno di benzina e il distributore va in tilt

I "furbetti" del cashback, 150 scontrini per un pieno di benzina e il distributore va in tilt
I "furbetti" del cashback, 150 scontrini per un pieno di benzina e il distributore va in tilt
di Pio Dal Cin
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Domenica 7 Febbraio 2021, 12:09

NERVESA (TREVISO) - «Quando ho aperto il distributore all'alba mi sono trovato con il registratore di cassa senza carta e 150 scontrini in un'ora e mezza. Non riuscivo a capire». Per Roberto Ceotto, gestore della pompa di benzina Vega lungo la Pontebbana a Nervesa, nel trevigiano, la mattina di ieri è iniziata tra stupore e incredulità. Fino alla scoperta: la sera prima un automobilista si era fermato a fare rifornimento pagando un pieno di circa 50 euro in 148 transazioni da pochi centesimi l'una. 


«Quando sono arrivato non credevo ai miei occhi - racconta - Mi sono trovato con il registratore di cassa senza carta e quasi centocinquanta scontrini. L'orario li includeva tra le 20.15 e le 21.45 di venerdì sera. All'inizio ho pensato a qualche malfunzionamento, poi guardando meglio ho visto che le transazioni erano tutte di pochi centesimi; 30, 40, 70. Solo due o tre erano di un euro. Erano tantissime, mi sono perfino messo a contarle; erano quasi centocinquanta, 148 per la precisione».  «Ho pensato che fosse passato un convoglio di pullman - scherza Ceotto - poi ho capito di cosa si trattava. Era tutto legato all'operazione promossa dalla Stato che incentiva l'uso di carte di credito o bancomat al fine di ricevere un rimborso». Il cosiddetto cashback: attraverso il programma, valido dal 1 gennaio 2021 al 30 giugno 2022, e previa iscrizione, è possibile ottenere un rimborso in denaro per acquisti effettuati a titolo privato (cioè non per uso professionale), sul territorio nazionale, con strumenti di pagamento elettronici, a fronte di un numero minimo di 50 transazioni valide in un semestre. Non è fissato un importo minimo di spesa: concorrono al raggiungimento della quota minima i pagamenti di qualsiasi entità. Anche appunto di pochi centesimi.

«Ho subito controllato i filmati delle telecamere e ho visto l'auto e la persona che ha fatto le transazioni. Un berretto grigio calato sugli occhi e una mascherina chirurgica sulla bocca. Irriconoscibile, ma c'è comunque il numero di targa. A quel punto, avendo capito che la persona in questione aveva fatto così tante operazioni per usufruire del cashback, ho valutato se fosse il caso di chiamare o no le forze dell'ordine per segnalare il fatto - continua a raccontare Ceotto che assieme al distributore gestisce un autolavaggio nella stessa area di servizio -. Ho pensato però che per quanto bizzarra fosse l'operazione, non vi fosse niente di illegale, se non l'aggravante delle commissioni da pagare per ogni transazione, e non ho fatto altro che riferire alla Vega carburanti di Mestre, per la quale presto il servizio, quello che era successo».


Ceotto ammette di trovare «ridicola» questa operazione del cashback che sembra abbia innescato una gara tra coloro che hanno scaricato l'app IO per essere i primi in classifica. «Sembra che più transazioni una faccia, più in alto salga nella classifica - spiega -. Nell'autolavaggio che gestisco pago l'1.95% di commissione. Non so quanto paghi il gestore, ma sicuramente siamo nell'ordine dell'1,50%. Spero che qualcuno prenda dei provvedimenti o vengano adottate delle nuove regole per evitare che i gestori di distributori e di aree di servizio debbano sobbarcarsi anche questo nuovo grattacapo. Nel 2020 tutti noi della distribuzione ed erogazione carburanti abbiamo avuto delle perdite enormi, che vanno ad aggiungersi ai mancati proventi dell'autolavaggio visto che il traffico, a causa del Covid è sensibilmente calato anche in una strada trafficata come la Pontebbana».

Nella stessa giornata si sono registrati altri episodi del genere in tutta Italia, facendo pensare a una sorta di gara coordinata.
 

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