Pubblicizzava sul web la sua attività: «Importo manodopera dall'estero». Ora è accusato di evasioni previdenziali e contributive

Sabato 21 Agosto 2021
La caserma della Gdf

PORDENONE - Robert Ghergheloaia, uno dei legali rappresentanti delle società di somministrazione di manodopera al centro dell'inchiesta della Guardia di finanza di Pordenone, nel suo italiano imparato in riva al Noncello pubblicizza la propria attività sul profilo Linkedin: «Porto manodopera dal estero altamente specializzata in basse alla richiesta del posto di lavoro, per più dettali si danno sul appuntamento che sono molto interessanti». Attraverso la sua Desido HR è accusato di aver evaso imposte sui redditi per 51mila euro, di non aver versato ritenute previdenziali per circa 73mila euro tra 2014 e 2016. La Procura gli contesta poi omissioni contributive per 364mila euro. L'avvocato Agostino Pavan, forte di un pronunciamento favorevole da parte della Commissione tributaria di Pordenone, ridimensiona le contestazioni. «È tutto regolare - afferma - Ghergoloaia le tasse le pagava in Romania e lo dimostreremo anche al processo. Ha pagato anche i contributi agli operai, che peraltro ricevevano una paga analoga agli stipendi dei colleghi italiani. L'unico punto su cui discutere al processo è se si tratta di un caso di esterovestizione».

LA CAMIRO TRADING
In seguito all'inchiesta della Guardia di finanza i protagonisti dell'inchiesta sono tornati in Romania. Ioan Catalin Cascaval, difeso dall'avvocato Danilo De Vito, è tornato a Pordenone soltanto per recuperare documenti e computer nel momento in cui sono stati dissequestrati. «Il processo è alle battute iniziale - rileva De Vito - posso soltanto dire che la linea difensiva è speculare a quella dei colleghi». Cascaval è chiamato a rispondere per la Camiro Trading Srl per oltre 320mila euro di Ires non versata, 85mila euro di ritenute previdenziali non versate e omissioni contributive per 384mila euro tra il 2013 e il 2015.

LA POLARA SRL
Anche Maria Scutariu, che si è affidata all'avvocato Piero Cucchisi, è tornata in Romania. «La sua ditta doveva pagare le tasse in Italia? - afferma il legale - Avremo modo di dimostrare che le aveva pagate in Romania e che non si tratta di una società fittizia». L'imputata è chiamata rispondere per la Polara Srl, forse la posizione più importante per quanto riguarda gli importi contestati. Il sequestro preventivo disposto dal gip Monica Biasutti per l'Ires non versata, infatti, ammonta a oltre 460mila euro. I calcoli della Finanza relativi alle ritenute assistenziali e previdenziali spettanti ai lavoratori portano a quasi 135mila euro e le omissioni contributive balzano a 590mila.

LA ALBAC SRL
Le indagini sulla seconda tranche dell'inchiesta non sono ancora chiuse. Riguardano Ioan Crisan, legale rappresentante della Albac srl, operava a Prata di Pordenone attraverso un'altra società che i finanzieri ritengono sia esterovestita. Tra il 2014 e il 2018 non avrebbe versato l'Iva su un importo di oltre mezzo milione di euro. A lui sarebbero legati altri tre indagati che si trovano in Romania.

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