​«Guida 16 ore o ti licenzio»
ma lui si ribella e denuncia la ditta

«Guida 16 ore o ti licenzio» ma lui si ribella e denuncia la ditta
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Sabato 26 Gennaio 2019, 10:27 - Ultimo aggiornamento: 13:12

PAESE - Obbligati a viaggi irregolari, con orari e chilometraggi oltre i limiti di legge, in alcuni casi anche carichi non consentiti tanto che in una occasione, beccato ad un controllo stradale, aveva rimediato una contravvenzione e perso dieci punti della patente. Per Rossella Martin, l'avvocato che assiste l'uomo, un camionista 45enne dipendente di una ditta di trasporti di Paese, si tratta di un caso di mobbing sul lavoro ed estorsione. Il giudice per le indagini preliminari Gian Luigi Zulian non ha accolto le richieste di archiviazione del pubblico ministero e ha disposto nuove indagini. La vicenda si è svolta tra il 2016 e il 2017. Il 45enne avrebbe subito in più occasioni intimazioni, se non proprio minacce, a svolgere viaggi irregolari. «O parti e fai come ti dico io o ti licenzio» sarebbero state le parole del datore di lavoro. E  l'uomo, per non finire in mezzo ad una strada, sarebbe stato costretto ad abbassare la testa e dire di sì alle richieste del paron, che lo faceva viaggiare oltre i limiti di peso, senza le necessarie autorizzazioni per il tipo di materiale trasportato. «Basta, ho già perso 10 punti della patente e io con quella ci mangio» avrebbe obiettato il camionista dopo che era stato fermato più volte, subendo pesanti sanzioni. «O così o fuori» sarebbe stata la risposta del titolare.
TIMOREIl clima instaurato dal proprietario della ditta di trasporti, ha riferito l'uomo nella denuncia, era di vero e proprio terrorismo. In una occasione era stato mandato a fare una consegna in sud Italia: 800 chilometri sparati per arrivare in tempo. Poi la telefonata: «adesso torna indietro». Il camionista racconta di aver obiettato che non sarebbe stato in grado di sopportare sedici ore al volante praticamente senza sosta. «Allora ti mando a casa» lo avrebbe minacciato il capo. Nella querela sono riportate inoltre situazioni relative agli stipendi. «C'erano sempre irregolarità nelle buste paga» ha spiegato il 45enne, aggiungendo che per regolarizzare i documenti di pagamento si era rivolto al sindacato. Durissima la reazione del titolare: dopo aver saputo che il dipendente si era rivolto all'ufficio legale lo ha licenziato in tronco. 
 

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