Bonus rottamazione tv e decoder, come sfruttarli subito (a ottobre cambia il digitale terrestre)

Domenica 19 Settembre 2021 di R.Ec.
A ottobre la rivoluzione del digitale terrestre, come sfruttare subito i due bonus tv

Il prossimo 15 ottobre parte la rivoluzione del digitale terrestre. Da quel giorno in poi alcuni programmi televisivi verranno trasmessi esclusivamente con la codifica Dvbt/Mpeg4. Si tratta solo del primo passaggio di un cambiamento più radicale, che si concluderà nel 2023 con la transizione definitiva al nuovo standard Dvbt-2/Hevc Main 10. Per accompagnare la trasformazione il governo Draghi ha messo in campo il bonus rottamazione tv: uno sconto fino a 100 euro, senza alcun limite di Isee, per smaltire la vecchia televisione e comprarne una di nuova generazione. Ma non è l'unico sconto disponibile: rimane, anche cumulabile con il contributo rottamazione, il vecchio bonus decoder, sull'apparecchio necessario a ricevere il nuovo standard di trasmissione. L'importo, però, è stato abassato da 50 a 30 euro massimi. I due sconti stanno andando letteralmente a ruba. Per non rischiare, quindi, conviene muoversi subito.

 

Bonus rottamazione tv: come funziona

Lo sconto previsto dal governo Draghi e in particolare dal Ministero dello Sviluppo economico, guidato da Giancarlo Giorgetti, può raggiungere il 20% del costo dell'apparecchio, con un tetto massimo di 100 euro. L'agevolazione vale fino al 31 dicembre 2022 e, come detto, è «salvo anticipato esaurimento dei fondi disponibili». Non richiede poi alcuna certificazione Isee, quindi non è legato a reddito e patrimonio familiari. Viste le quasi 10 milioni di famiglie potenzialmente interessate e i soli 250 milioni di euro stanziati il rifinanziamento è molto probabile.

 

I requisiti da soddisfare sono tre: essere residenti in Italia, aver rottamato un apparecchio «obsoleto» (cioè acquistato prima del 22 dicembre 2018) ed avere l'attestazione del pagamento del canone Rai. Senza aver dismesso una vecchia tv o non pagando l'obbligatorio canone televisivo, quindi, è impossibile accedere al contributo statale. Sono però ammessi al bonus anche gli over 75 esonerati dall'imposta legata al possesso del televisore.

 

Come fare domanda

La rottamazione può avvenire consegnando il vecchio apparecchio al negoziante o alle discariche autorizzate. Bisogna quindi fornire loro un modulo pdf scaricabile dal sito del ministero dello Sviluppo, che consiste in una autodichiarazione dei requisiti. Il documento deve essere controfirmato dal rivenditore, o da un addetto del centro di raccolta, e consegnato quando si fa il nuovo acquisto (anche online). In allegato al modulo bisogna consegnare il codice fiscale di chi compra e una copia di un documento d'identità valido.

È poi il commerciante a inserire tutte le informazioni sulla piattaforma telematica dove l'Agenzia delle Entrate conferma la presenza dei requisiti. La procedura di accreditamento dei negozi sarà sbloccata da domani e l'importo potrà essere recuperato dal venditore con il credito d'imposta. Ogni famiglia può richiedere il contributo da 100 euro una sola volta. In ogni caso sul sito del Ministero dell'Economia c'è una guida completa al contributo. Qui l'elenco dei rivenditori aderenti.

 

Il bonus decoder tv

 

Il contributo per la rottamazione, se si hanno più televisori, è cumulabile con il vecchio bonus per il decoder esterno, «il cui import è ridotto a 30 euro, o al minor valore pari al prezzo di vendita se inferiore». Altrimenti il bonus decoder, sempre da 30 euro, si può usare per comprare una nuova tv senza rottamarne un'altra. Tuttavia per accedervi bisogna avere un Isee che non superi i 20.000 euro, essere residenti in Italia e non aver richiesto già una volta il bonus. Per fare domanda bisogna presentare al rivenditore sempre la dichiarazione sostitutiva presente sul sito del Mise (insieme al proprio documento di identità e codice fiscale), con i venditori che si collegano alla piattaforma dell'Agenzia per verificare i parametri. Qui l'elenco dei rivenditori aderenti.

Il cambiamento delle trasmissioni: primo step tra 2021 e 2022

Il cambio del digitale terrestre, come detto, partirà con un primo step dal dal 15 ottobre 2021, quando alcuni programmi nazionali verranno trasmessi esclusivamente con la codifica Dvbt/Mpeg4, che renderà visibili i canali soltanto in alta definizione (HD). Più nello specifico le emittenti potranno "anticipare" l’adeguamento spostando in via volontaria una quota “rappresentativa” di trasmissioni.

 

Il riassetto dalla codifica Dvb-T/Mpeg2 a quella Mpeg4 avverrà poi nelle varie aree regionali: la prima è la Sardegna. A seguire, e fino a giugno 2022, sarà il turno delle altre altre aree del Paese. Dal 3 gennaio 2022 al 15 marzo 2022 in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna. Dal 1 marzo 2022 al 15 maggio 2022 in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche. Dal 1 maggio 2022 al 30 giugno 2022 in Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania. 

Si può provare a vedere i canali già disponibili in hd, ad esempio 501 per Rai Uno HD, 505 per Canale 5 HD e 507 per LA7 HD. Se almeno un canale hd è visibile, la tv è pronta per questo primo passaggio tecnologico. In caso contrario, per potere continuare a vedere l’intera programmazione bisogna sostituire da subito la televisione o aggiungere l'apposito decoder.

 

Il secondo passaggio tecnologico

Dal 1° gennaio 2023, quindi, ci sarà il passaggio definitivo al nuovo standard di trasmissione televisiva del digitale terreste Dvbt-2. In questo per capire se la propria tv è compatibile con la nuova tecnologia Dvbt-2, ci si può sintonizzare sui canali test 100 (Rai) oppure 200 (Mediaset): se appare la scritta "Test HEVC Main10", la Tv è già adatta e non deve essere obbligatoriamente cambiata o munita di decoder entro la fine del 2022.

 

Se non appare alcuna scritta si può provare a risintonizzare tutti i programmi. Sulla piattaforma web dedicata del ministero dello Sviluppo economico si può comunque controllare se il proprio televisore rientra tra quelli ideonei al passaggio definitivo. In ogni caso, poi, tutti gli apparecchi sono potenzialmente adattabili con decoder, anche i televisori crt a tubo catodico.

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