Bambino autistico fa le bolle di sapone in balcone: la vicina chiama i vigili per farlo multare

Giovedì 27 Agosto 2020 di Mirko Polisano
Roma, bimbo autistico fa le bolle di sapone in balcone: la vicina chiama i vigili per farlo multare

Ci sono storie a cui si fa fatica a credere. Storie che si trascinano dietro la mancanza di comprensione e di ascolto. E forse sono proprio queste le “distanze sociali” causate dal Covid che fanno più male.

Succede a Ostia nell’estate della pandemia, nei giorni più caldi che segnano il picco dei contagi, dove una vicina di casa chiama i vigili urbani perché un bambino disabile è sul balcone di casa che fa le bolle di sapone e un po’ di acqua cade nei terrazzi sottostanti. Gli agenti della caserma di via Capo delle Armi organizzano anche il blitz e dicono alla mamma che sarebbero tornati a controllare «entro 10 giorni, altimenti si procederà con la sanzione amministrativa». Mentre positivi e infetti tornano dalle feste in spiaggia, tra assembramenti e qualche cocktail offerti, mamma Francesca è alle prese con gli agenti della municipale e ha altre battaglie da portare avanti: quella per sé, per non arrendersi alla terribile sclerosi multipla che l’ha colpita maledettamente qualche anno fa, ma soprattutto quella per suo figlio Brando, otto anni e affetto da autismo. Da cinque, mamma Francesca con la sua famiglia (il marito e altri due bambini) si trasferisce in un appartamento in via dei Velieri, al centro di Ostia. Un condominio riservato e discreto e Brando che diventa una mascotte per tutti nel quartiere. 

LA MASCOTTE
Tutti lo conoscono, tutti gli vogliono bene. Francesca dedica le sue giornate ai suoi bimbi, e a Brando in particolar modo che ha bisogno di più affetto: «Mamma a tempo pieno», c’è scritto sul suo profilo facebook alla voce “impiego”. Tutto procede nelle linee di una vita impegnativa ma bella, fino all’arrivo del lockdown.

«Purtoppo - spiega mamma Francesca - Brando durante l’emergenza Covid ha visto strapparsi via tutte le sue sicurezze: negozi chiusi, scuola terapie assenti. Circostanze che lo hanno portato a essere ogni giorno sempre più triste, nonostante tutti i miei sacrifici nel trattenerlo. Così ho dovuto fargli fare più bolle di sapone del dovuto. La sua passione, le vede formarsi colorate e grandi e poi le segue con lo sguardo mentre volano via, lontano chissà per quali cieli. Molte, però, non vanno lontano ma cadono giù dalla condomina del piano terra. Una settimana fa mi ha inviato una lettera a firma del suo avvocato, prima di allertare la polizia municipale che, se non si è provveduto alla pulizia del terrazzo sottostante, sarebbe pronta a notificarmi una sanzione. È anche una questione di dignità - conclude mamma Francesca, occhi e cuore gonfi di speranza e orgoglio - quelle parole, l’arrivo dei vigili urbani mi hanno umiliata. Mi sono sentita come se io e mio figlio fossimo dei criminali. Lui ha sempre più bisogno di attenzioni e uno dei pochi modi per riuscire a distrarlo sono quelle bolle di sapone».

Forse lì dentro, per Brando, non ci sono solo acqua e sapone. Ma speranze e sogni. E chissà quant’altro di bello vede in quelle sfere magiche prima che si schiantino al suolo. 

Ultimo aggiornamento: 12:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA