Transessuali usati come "cavie" resi
invalidi: a giudizio primario di chirurgia

L'avvocato Alessandra Gracis
L'avvocato Alessandra Gracis
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Giovedì 26 Gennaio 2017, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 12:27
CONEGLIANO - «Esperimenti chirurgici degni di Mengele, il dottor morte del regime nazista, all'Umberto I di Roma». Alessandra Gracis, l'avvocato transgender di Conegliano, non ha usato mezze misure per opporsi alla richiesta di archiviazione del Pm nel procedimento in cui difende quattro transessuali sottoposti a una tecnica sperimentale. Un'arringa vincente che, in questi giorni, ha ottenuto il rinvio a giudizio del primario di chirurgia plastica, della direttrice del laboratorio di biologia e di un chirurgo del famoso ospedale romano collegato all'Università Sapienza.

«Questi medici non solo sono venuti meno al giuramento di Ippocrate, ma anche alla convezione di Helsinki, alle norme sulla sperimentazione dei nuovi farmaci, e hanno agito senza l'autorizzazione del Comitato etico, causando delle lesioni gravissime: i mie assistiti - aggiunge - hanno un'invalidità del 40 per cento».
 
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