La mindfulness per conciliare benessere e produttività nel lavoro da remoto imposto dalla pandemia

Numerosi i benefici della mindfullness
Numerosi i benefici della mindfullness
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Martedì 13 Aprile 2021, 11:12

ANCONA - Aumento dei risultati, ma anche miglioramento del benessere emotivo, sociale e psicologico nel lavoro da remoto imposto dalla pandemia, che spesso si è tradotto in un aumento dello stress, per la perdita delle relazioni personali e la difficoltà a porre limiti alla giornata lavorativa. Sono i benefici della mindfullness, la chiave per conciliare produttività e benessere nello smart working, come dimostra lo studio “Balancing well-being and performance in the virtual workplace”, realizzato da Boston consulting group (Bcg) e Awaris, che hanno intervistato complessivamente 550 manager provenienti da tutto il mondo, prima e dopo la partecipazione a due programmi di sviluppo mindfulness di 10 settimane durante la pandemia.
Con il lavoro da remoto, il 66% dei manager intervistati rileva un aumento del livello complessivo di stress e l’81% fa fatica a stabilire limiti all’orario di lavoro e “disconnettersi”, con una perdita di benessere, ma anche una correlazione negativa sulla produttività. I manager che hanno partecipato a pratiche di mindfulness però evidenziano in media un miglioramento del 10% della loro emotività rispetto alla condizione precedente, del 15% del benessere psicologico e del 18% del benessere sociale. Inoltre, le pratiche mente-corpo di concentrazione e meditazione hanno migliorato la capacità di gestire lo stress, permettendo di aumentare la consapevolezza e di raggiungere un migliore equilibrio interiore. In seguito ai programmi di mindfulness il livello di stress percepito dai manager è calato del 25%, passando da un punteggio di 6.5 a 4.9. Al contempo è aumentata la capacità di essere comprensivi con sé stessi (self-compassion), che da 3.1 raggiunge 3.6 (16%). 
Monia Martini, people and hr operations director di Boston consulting group per Italia, Grecia, Turchia e Israele spiega che «la ricerca ha evidenziato un disagio sempre più crescente tra le persone che devono gestire e motivare i team, dato dal cambio drastico della modalità di lavoro rispetto a come eravamo abituati prima dell’emergenza. Nel caso particolare di Bcg, lo smart working è sempre stato parte della nostra vita, ma mai stato forzato e al 100%: la spinta dovuta al contesto ha rappresentato certamente una sfida importante». Un aspetto fondamentale per il benessere dei lavoratori da remoto è il senso di connessione con il resto del team. Gli smart worker che si dichiarano soddisfatti del livello di contatto con i colleghi hanno due o tre volte più probabilità di migliorare la propria produttività su compiti collaborativi.
Spetta ai leader trasmettere la propria presenza e vicinanza pur virtualmente, stabilendo una connessione emotiva con il proprio gruppo. Anche in questo contesto, la mindfulness gioca un ruolo fondamentale: il leader può migliorare la capacità di entrare in contatto con le proprie emozioni, stabilendo al contempo una connessione con gli altri e valorizzando così l’emotività di ognuno. Per quanto riguarda i benefici sul comportamento, le 10 settimane di programma di mindfulness hanno permesso ai partecipanti di aumentare i comportamenti di tipo non reattivo (+12%), diminuendone la passività e la tendenza ad agire in modo casuale sulla base della condotta altrui o delle circostanze. L’utilizzo della mindfulness, inoltre, ha favorito una maggior consapevolezza dei comportamenti, passando da un valore di 9.3 a 10.3. I leader hanno reso efficace il lavoro virtuale, ma «l’efficacia da sola - dice Martini - non basta bisogna promuovere con costanza legami profondi nel team e per questo il leader deve essere in grado di reagire allo stress, di osservare il proprio lavoro in un quadro più ampio ed essere emotivamente presente per la sua squadra». I risultati della survey indicano che le pratiche mente-corpo hanno aiutato i leader ad esaltare queste importanti qualità, anche in profonda crisi Covid-19.

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