Abrignani: «Addio alle mascherine, ecco quando. Terza dose per tutti? Ora non serve»

Mercoledì 6 Ottobre 2021
Abrignani: «Addio alle mascherine, ecco quando. Terza dose per tutti? Ora non serve»

La terza dose per tutti non serve, la riapertura delle discoteche è un lento ritorno alla normalità, e presto potremo dire addio alle mascherine. A dirlo è Sergio Abrignani, membro del Comitato tecnico scientifico e immunologo dell'Università di Milano: «La terza dose non serve che la facciano tutti adesso. Ora è importante che tutti facciano la prima e la seconda dose. Arriveremo a 45 milioni di vaccinati con due dosi tra qualche giorno», ha detto Abrignani parlando a Un giorno da pecora su Rai Radio1.

 

 

La situazione pandemica «finalmente sta andando bene. I casi» di Covid-19 «stanno diminuendo e i vaccini stanno facendo effetto. Se non avvengono catastrofi stiamo addomesticando questo virus, ne stiamo uscendo». Le «mascherine» verranno «tolte quando avremo centinaia e non migliaia di casi», ha aggiunto l'immunologo e membro del Cts. 

 

 

 

«Con le persone che non si sono ancora immunizzate e i cinque milioni di ragazzi da zero a undici anni non vaccinati, abbiamo 10 milioni di cittadini che non sono ancora protetti - ha detto - di questi circa tre milioni di ultracinquantenni che non si vogliono vaccinare. La stragrande maggioranza è rappresentata da esitanti, persone che hanno dubbi, paura. E noi dobbiamo aiutarli, la comunicazione è stata confusa. Dobbiamo far vedere che dove ci sono tanti vaccinati ci sono pochi morti».

 

«Con questo virus all'immunità di gregge non ci arriveremo mai - ha spiegato Abrignani - ma sicuramente potremo arrivare al di sopra dell'80%, dei vaccinati, spero che altri 5-7 milioni riusciremo a recuperarli». L'immunologo ha poi detto che farà la terza dose ricordando di essersi infettato con il Covid, poi di aver fatto due dosi di vaccino e successivamente di essere stato di nuovo contagiato anche se senza sintomi. «La comunità scientifica sta discutendo sulla terza dose. Dobbiamo guardare ai paesi molto vaccinati e capire che se lì dovesse venir fuori una variante che non viene riconosciuta dai vaccini - ha concluso - ma speriamo che non succeda mai».

 

«La decisione sulle discoteche è un passo avanti, vuol dire che stiamo andando verso la normalità. Quando arriveremo a centinaia di casi ci considereremo usciti dalla pandemia ed entreremo in endemia, si comincerà a convivere con il virus», ha concluso. «Quando si balla in discoteca si può non portare la mascherina. Ma quando non si balla bisogna indossarla, il livello della musica è alto, si tende a parlare vicini ed è il momento in cui ci si passa il virus. Quando si balla non si parla - ha aggiunto - sono tutte misure che tendono a mitigare i rischi. Per esempio le infezioni da meningococco in Uk si trasmettono specie nei pub dove si parla vicini per superare il rumore. Il Green pass è un'altra cosa che mitiga il rischio ma non lo azzera».

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