Auto investe un capriolo sull'autostrada A14: muore la donna che era alla guida

Mercoledì 19 Maggio 2021
Bologna, auto investe un capriolo sull'A14: muore la donna che era alla guida

BOLOGNA  - È morta questa mattina alle 10.40 Enrica Franchini, la 48enne di Sassuolo (Modena) rimasta ferita gravemente lunedì mattina in un incidente stradale provocato da un capriolo che tentava di attraversare l'autostrada nel tratto bolognese, all'altezza di Borgo Panigale, dell'autostrada A14. La donna ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Maggiore di Bologna fin da subito aveva presentato un quadro clinico molto grave. In auto con lei la sorella Laura di 52 anni rimasta lievemente ferita e ricoverata anche lei al Maggiore è stata ora dimessa. È la sorella di Enrica a raccontare la dinamica dell'urto. 

«In quel momento andavamo piano, non più di 80 all'ora. All'improvviso il capriolo è piombato contro il parabrezza. Una macchina che era sull'altra corsia lo ha colpito e sparato contro la nostra. Sembrava piovuto dal cielo, come la bomba di un aereo. Ha preso in pieno Enrica, mentre io, che ero seduta di fianco a lei, in una posizione più bassa, quasi sdraiata, sono stata colpita dalla testa dell'animale. Infatti ho solo un livido sul braccio. È davvero come se fossi caduta in bici. Di quei momenti ricordo tutto. Ero lucida. La macchina non stava più in strada e io pensavo: 'Adesso muoio, muoio'. Non sono morta. Speravo tanto che mia sorella ce l'avrebbe fatta. E invece no". Ha raccontato questo Laura in un'intervista a Repubblica.

Le indagini

La macchina dopo essersi schiantata contro il capriolo è stata poi anche urtata da un camion che sopraggiungeva. E aggiunge. «Mi chiedo, ci chiediamo: com'è possibile che nel nostro Paese, su un'autostrada, non ci siano reti di protezione a tutela delle persone e degli animali?», ha proseguito Laura Franchini. La Polstrada sta facendo accertamenti proprio per capire se era tutto in regola in quel tratto. Da Autostrade, dopo un sopralluogo, fanno sapere che la rete di recinzione risulta perfettamente integra. L'altra mattina, ha continuato a parlare Laura, «stavamo tornando da Milano Marittima, dove con tanti sacrifici Enrica aveva comprato una casa. Ci teneva tanto, come un figlio. A me Milano Marittima non è mai piaciuta, ma era così felice che ero andata con lei: 'Sono proprio contenta che ci vieni', mi aveva detto. Di lei mi porterò dietro la sua integrità, la sua fermezza. È stato il destino, non so cos'altro dire».

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