Sulle tracce del vino e degli schiavi, le rotte portano in Riviera con il tour guidato a più voci tra i musei

Sulle tracce del vino e degli schiavi, le rotte portano in Riviera con il tour guidato a più voci tra i musei
Sulle tracce del vino e degli schiavi, le rotte portano in Riviera con il tour guidato a più voci tra i musei
di Marco Braccetti
3 Minuti di Lettura
Sabato 26 Novembre 2022, 06:00

SAN BENEDETTO - Vini e schiavi, in navigazione lungo antichissime rotte commerciali. Sarà un vero e proprio tuffo nel passato quello proposto dal professor Fabrizio Pesando, durante il tour guidato a più voci tra il Museo delle Anfore e il Museo della civiltà marinara delle Marche. Dall’Egitto alla Penisola Iberica, solcando un doppio mare: d’acqua e di tempo. 


Appuntamento con la storia

L’iniziativa è in programma questa domenica con inizio alle ore 10.30, presso la sede museale di viale Colombo 94, zona porto. Ad organizzare tutto, è lo staff del Museo del Mare che celebra così la “Giornata del Mediterraneo”. Nel corso della mattinata, l’esperto Pesando (archeologo, docente presso l’università L’Orientale di Napoli) farà conoscere le rotte commerciali del nostro mare ai tempi dell’Antica Roma e l’importante funzione delle anfore. 

Vasai e degustazioni 

Poi, il maestro vasaio Alessandro Lisa eseguirà una dimostrazione al tornio, illustrando l’antica tecnica di foggiatura dei recipienti. Infine: il responsabile dell’archivio storico comunale, Giuseppe Merlini, condurrà i presenti alla scoperta dell’etnografia marinara del Mediterraneo. A conclusione, degustazione di olio, vino e prodotti locali curata da: Oleificio Silvestri Rosina, Tenuta La Riserva e Degusteria del Gigante. Evento a pagamento: 8 euro. Info - e prenotazioni, obbligatorie - al: 353-4109069. Dunque si scaverà nei secoli, puntando i fari su un periodo compreso tra il secondo secolo Avanti Cristo ed il primo Dopo Cristo. In quel tempo, va detto, l’attuale San Benedetto non ricopriva un ruolo importante. Infatti, i centri urbani più vivaci della costa erano l’attuale Martinsicuro (Castrum Truentinum) e Cupra. In ogni modo, dalla costa partivano navi cariche di preziose anfore. Contenevano olio ma, soprattutto, vino. «Già nei tempi antichi, il vino prodotto nel Piceno era molto apprezzato ed esportato in vaste aree dell’Europa e del Mediterraneo» sottolinea il professor Pesando. 

Verso Cadice e Alessandria

Una volta presa la via del mare, le rotte più battute portavano fino all’attuale città spagnola di Cadice (a occidente, poco al di là delle Colonne d’Ercole) oppure, verso l’oriente, sino ad Alessandria d’Egitto. In quest’ultimo caso, il viaggio poteva durare anche 20 giorni, con una sosta tecnica in Grecia, nell’isola di Delo. Dall’Egitto, le navi ripartivano verso il Piceno con un carico umano. Sì, perché anche lungo la costa Picena gli schiavi erano la principale forza-lavoro della Roma Antica. Il loro mercato era fiorente e si riforniva da più zone come, appunto, la città di egizia di Alessandria.

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