I nomadi sfrattano l’eliambulanza che doveva salvare una bimba di 2 anni: l'atterraggio avviene nel canneto

Domenica 5 Dicembre 2021
I nomadi sfrattano l eliambulanza che doveva salvare una bimba di 2 anni: l'atterraggio avviene nel canneto

SAN BENEDETTO -  Il trasferimento urgente di una bambina di due mesi all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona ha evidenziato i problemi dell’area scelta come piazzola adibita all’atterraggio e al decollo degli elicotteri: l’area verde a ridosso di via Sgattoni, di fronte all’Istituto tecnico commerciale Capriotti. L’elicottero decolla e atterra a pochi metri da un canneto e in mezzo all’erba alta. Ma andiamo con ordine. 

 


Ieri mattina Icaro ha dovuto effettuare un atterraggio, intorno alle 9 del mattino, per soccorrere una bambina di appena due mesi che soffre per una bronchiomelite e la cui situazione, nelle ore notturne, è andata aggravandosi. Considerata la tenerissima età della piccola si è deciso di predisporre il trasporto al più attrezzato Salesi di Ancona. L’emergenza ha fatto sì che il trasferimento avvenisse per via aerea dal momento che l’elicottero impiega pochi minuti a coprire la distanza dalla Riviera delle Palme fino al punto di atterraggio di Ancona. Così Icaro ha raggiunto l’area di sosta scelta proprio per effettuare questo genere di interventi e preferita allo stadio dove, tra l’altro, nelle scorse settimane si era anche verificato un problema legato alla mancata possibilità di atterraggio a causa di un accampamento abusivo di nomadi.

Ma quando l’elicottero ieri mattina è atterrato nell’area che si trova di fronte alla Ragioneria si è calato in mezzo alle erbacce e a delle alte canne posizionate a pochi metri dal luogo in cui il velivolo si è posato. Una scena che i piloti si sono trovati di fronte anche nelle scorse settimane ma che va sempre più peggiorando a causa di una evidente manutenzione dell’area. 


Un controsenso dal momento che a quella piazzola basterebbe semplicemente il minimo indispensabile per diventare a tutti gli effetti un’area di atterraggio dal momento che i requisiti ci sono tutti: è aperta su tre lati e si trova a debita distanza da tutti gli edifici circostanti. Non è neppure necessario realizzare una piattaforma di cemento dal momento che i piloti preferiscono l’erba in modo da evitare riflessi durante gli atterraggi notturni. Insomma sarebbe sufficiente un minimo di manutenzione e la realizzazione di una recinzione protettiva. Quell’area è stata scelta dopo l’azzeramento della trattativa con l’Istituto per il sostentamento del clero, ente proprietario di una zona che si trova a poca distanza dall’ospedale e che era stata inizialmente scelta. Di fronte allo stop di quelle trattative la ricerca dell’area per l’atterraggio notturno non si era fermata ed era arrivata fino a quella scelta nel territorio del quartiere di Ragnola.

 

Ultimo aggiornamento: 10:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA