Ferie non godute e crediti mai pagati: sit in all’ospedale a San Benedetto, la sanità è malata

Ferie non godute e crediti mai pagati: sit in all’ospedale a San Benedetto, la sanità è malata
Ferie non godute e crediti mai pagati: sit in all’ospedale a San Benedetto, la sanità è malata
di Alessandra Clementi
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Martedì 28 Maggio 2024, 03:10 - Ultimo aggiornamento: 13:49

SAN BENEDETTO «La prossima mossa sarà una denuncia in Procura per condotta antisindacale della direzione che non si confronta con noi». Parole che hanno riecheggiato in un sit - in iniziato alle 13 nell’area esterna al Madonna del Soccorso e che intorno alle 14 è arrivato a occupare per alcuni minuti la statale 16.

Le motivazioni

Far sentire la voce e il dissenso verso l’attuale direzione sanitaria dell’ospedale era l’obiettivo dei sindacati Cgil fp, Cisl fp, Ugl salute, Fials e Nursing up che ieri hanno manifestato al grido di «Natalini è finita, torna in Romagna, hai già compiuto troppi disastri». «Siamo di fronte a una situazione critica- ha affermato Giorgio Cipollini segretario Cisl -.

Ogni dipendente della sanità locale vanta un credito di 10mila euro verso l’Ast, mezzo milione di ore nei turni e 50mila giorni di ferie non fruiti. Da maggio 2018 non vengono riconosciuti i tempi di vestizione il tutto per un totale di 20milioni di euro. Nel reparto ortopedia le ferie per questa estate sono state spalmate fino al prossimo 6 ottobre, un fatto assurdo. Situazioni mai verificatesi negli ultimi 40 anni. Nel 2023 avevamo ricevuto qualche apertura dalla direzione e gli avevamo dato fiducia ma ora ci siamo accorti non c’era una proposta accoglibile. La Natalini faccia delle proposte credibili».

Tante bandiere ieri sventolavano all’ingresso del nosocomio accompagnate da slogan e fischi. Il clima si fa sempre più teso tra i lavoratori e la direzione. Sul fronte della Cgil Viola Rossi tuona: «La direzione continua a prendere decisioni sul personale senza confrontarsi con noi. Nulla degli ultimi provvedimenti è passato per il tavolo sindacale. Natalini andasse meno sulla stampa e si confrontasse di più con noi. Di questo passo andremo in tribunale e la denunceremo per condotta antisindacale. Ora annuncia l’arrivo di 20 operatori ma chi verrà a lavorare in estate per soli 3 mesi?». In particolare in radiologia ci sarebbe il problema delle ferie che potrebbe mettere a rischio il servizio nei pomeriggi estivi, in particolare per la risonanza magnetica. «Le criticità partono da lontano- ha sostenuto Benito Rossi dell’Ugl - ma la Regione deve dare un segnale forte. Al pronto soccorso si affronterà l’estate solo grazie i medici delle cooperative altrimenti si chiuderebbe e chiediamo un intervento della santà territoriale, a partire dalle guardie mediche, per alleggerire la mole di utenti che si rivolgono all’emergenza».

L’affondo

Presente anche una rappresentanza del centrosinistra con il consigliere Paolo Canducci. «Siamo qui - ha detto - per dare il nostro sostegno ai sindacati. È imbarazzante il silenzio del sindaco Spazzafumo che non è intervenuto nemmeno quando la direttrice ha affermato che in estate l’accesso in ospedale diminuisce».

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