Un anno di discariche a cielo aperto, gli imprenditori tempo che i rifiuti abbandonati possano andare a fuoco

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Marco Braccetti
Rifiuti abbandonati a bordo strada fenomeno inarrestabile in via Volterra

SAN BENEDETTO - Scarti edìli, grossi sacchi neri pieni d’immondizia non identificabile. Perfino una vecchia vasca da bagno. Purtroppo, l’abbandono scriteriato dei rifiuti non fa quasi più notizia. Ma quand’è troppo, è troppo. 

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Discariche a cielo aperto 
C’è di tutto lungo via Volterra, quartiere Fosso dei Galli. Il margine di quella strada, ai confini tra San Benedetto e Centobuchi, è diventato una discarica abusiva a cielo aperto. Lo sfregio ambientale si verifica a due passi dall’azienda di autodemolizioni “Recfer”. Il titolare, Roberto Capocasa, allarga le braccia, sottolineando come la questione si trascini da lungo tempo: «Sarà più di un anno che va avanti questa situazione di degrado. Sono partite segnalazioni sia alla polizia municipale di Monteprandone che a quella di San Benedetto. Non hanno risolto nulla, i rifiuti continuano ad ammassarsi». Non è soltanto un problema estetico. Secondo l’imprenditore, infatti, questo stato di cose pone anche dei seri rischi sul fronte della sicurezza: «Vicino a quella sporcizia ammassata ci sono aziende che lavorano materiali sensibili, come carta e legna - sottolinea ancora Capocasa -. Se, malauguratamente, i rifiuti dovessero incendiarsi, sarebbe un macello». Da qui, l’invito alle autorità competenti: ripulire al più presto l’area e, soprattutto, fare in modo che non torni più ad essere una pattumiera abusiva. 

Chieste le fototrappole 
Certo, questo secondo passaggio è facile a dirsi, ma più complicato a farsi. In ogni modo, il Comune di San Benedetto ha qualche arma a sua disposizione contro chi getta alla rinfusa l’immondizia più ingombrante. Ossia le famose foto-trappole, capaci di catturare le targhe dei mezzi di trasporto dai quali vengono scaricati i rifiuti. Effettivamente, certi materiali non si materializzano da soli sui cigli delle strade. Né sono portati da pedoni. In ogni caso, quella di via Volterra non è l’unica nota dolente. Secondo una recente stima, lungo il territorio sambenedettese sono circa 30 i punti critici dove vengono gettati abusivamente anche gli ingombranti. In certi casi basterebbe una telefonata. Chiamando la PicenAmbiente (0735/757077) è possibile concordare lo smaltimento dei rifiuti voluminosi. Chi non segue certe procedure, evidentemente ha qualche illecito tornaconto. 
Basti pensare agli scarti dei lavori dell’edilizia: smaltirli correttamente comporta dei costi che evidentemente, qualche furbetto non intende pagare. Tutto ciò a danno dell’ambiente e dei cittadini rispettosi delle norme. Per questo, l’azione di contrasto dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine non dovrebbe davvero fare sconti. La piaga dei cumuli di spazzatura in bellavista va avanti 12 mesi l’anno e, d’estate, non risparmia neanche la spiaggia. Su questo fronte, va detto, hanno precise responsabilità anche alcuni concessionari di spiaggia che utilizzano l’arenile libero come fosse una discarica. Ma il Comune, in tandem con PicenAmbiente, potrebbe fare certamente di più per contenere questa deriva che, in fin dei conti, danneggia l’immagine complessiva della Riviera delle Palme.

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