Stadio Ballarin addio, al suo posto un open space per ospitare eventi e incontri sportivi

Giovedì 3 Giugno 2021 di Alessandra Clementi
Cosa resta dello stadio Ballarin dopo la demolizione

SAN BENEDETTO - Il progetto per il Ballarin ora c’è. L’idea è quello di un open space, “spazio aperto” dove realizzare eventi e incontri sportivi. L’occasione è stata data da un bando ministeriale che mette a disposizione due milioni e mezzo di euro da qui la corsa del Comune a presentare un elaborato al fine di poter partecipare. E proprio nel corso dell’ultima riunione di giunta è stato approvato questo preliminare. 

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Il bando scade domani e fa riferimento a interventi di rigenerazione urbana. Partecipare significa poter, non solo usufruire del fondo messo a disposizione per quest’anno, ma anche rimanere in una sorta di graduatoria per i prossimi anni. Il progetto elaborato dall’ufficio tecnico del Comune prevede un’area verde che farebbe da open space, ossia uno spazio aperto da destinare a eventi e appuntamenti sportivi. A sud sono previste gradinate con tanto di spazi ludici ed espositivi, mentre a ovest, dove insiste il muro vincolato, una serie di alberi e zona verde. Nella zona nord, invece, verrebbero collocati degli spogliatoi per eventuali eventi sportivi, a est quindi su via Marchegiani un percorso ciclopedonale che si andrebbe a riconnettere nella zona della pineta che precede la spiaggia di Grottammare. Un’idea che troverebbe d’accordo anche il quartiere San Filippo, dove insiste il Ballarin, che da sempre chiede un’area verde per i propri residenti. 

«Per noi sarebbe importante riuscire a intercettare questi fondi – spiega l’assessore ai lavori pubblici Pierluigi Tassotti – per poter avviare una sistemazione dell’intero impianto, dopo che in questi anni lo abbiamo messo in sicurezza. Si tratta di finanziamenti che ci darebbero un grande aiuto per iniziare la riqualificazione interna». Da sempre infatti ci si è chiesti che tipo di intervento avrebbe realizzato il Comune a fronte dei due progetti presentati da altrettanti comitati a cominciare da quello di Fabrizio Marcozzi “Ballarin porta della città un parco inclusivo sul mare la porta della città” e quello proposto dalle ex glorie rossoblù e dalla tifoseria. Progetti che hanno diviso, soprattutto l’elaborato “Ballarin porta della città” non ha visto d’accordo l’amministrazione comunale che già con i lavori in corso ha intrapreso tutt’altra strada soprattutto in termini di viabilità visto che il progetto di Marcozzi prevede una strada a doppio senso in via Morosini con chiusura di via Marchegiani, mentre il Comune è intento a lasciare la viabilità come si presenta oggi.

Ultimo aggiornamento: 13:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA