Tari, arriva la stangata di Capodanno: bollette rifiuti più care del 6%

Mercoledì 30 Dicembre 2020 di Alessandra Clementi
Tari, arriva la stangata di Capodanno: bollette più care del 6%

SAN BENEDETTO - Arriva la stangata di Capodanno. Nell’ultimo consiglio comunale del 2020 che si è svolto ieri, è stato approvato l’aumento della Tari del 6,2% destinato a recuperare circa 700mila euro come richiesto dal nuovo calcolo Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).

 

L’aumento

Una lunga discussione ha riguardato l’aumento della tassa sui rifiuti imposta dall’Arera. Il sindaco Piunti introducendo la delibera ha detto: «Dopo anni di tariffe lasciate invariate ora arriva l’aumento richiesto dall’Arera, che abbiamo limitato. Aumento spalmato sulle bollette dei prossimi tre anni. Conguagli che potrebbero essere inferiori se interverrà il Governo con futuri trasferimento». Parole che hanno suscitato l’intervento del consigliere renziano Tonino Capriotti il quale ha tuonato: «Le nuove tariffe si basano sulla produzione di rifiuti quindi chi inquina di più paga di più, su parametri oggettivi. I mastelli potrebbero essere impiegati a constatare chi fa meglio la differenziata ma questo non avviene. Al centro i mastelli vengono usati pochissimo e nessuno controlla i rifiuti. Temo che anche nei prossimi anni si arriverà a nuovi aumenti. Siamo partiti con un contratto da 10milioni di euro con la Picenambiente e siamo arrivati a 12milioni». Il consigliere del Gruppo Misto Rosaria Falco ha sottolineato come tali aumenti non siano stati adottati in Comuni come Ascoli ed è tornata sulla questione del controllo pubblico della Picenambiente dicendo: «L’Anac ha ribadito il controllo pubblico della partecipata e nessuno ha risposto, la volontà consiliare andava rispettata. La responsabilità è del sindaco che invece non sa mai nulla». Osservazioni di fronte alle quali il primo cittadino ha replicato dicendo che l’aumento poteva essere fino al 6,6% invece a San Benedetto ci si è fermati al 6,2%, inasprimento tra l’altro applicato in tutti i 29 Comuni dell’Ata. 
La modifica
Semaforo verde poi alle attività sportive all’aperto a tutte le ore con un’interruzione pomeridiana solo nei mesi estivi. Approvata la modifica al piano acustico che va ad ampliare i tempi della fruizione degli impianti all’aperto passando da un intervallo dalle 13 alle 16 attualmente applicato tutto l’anno, a una sospensione dalle 13 alle 15 solo per i mesi di luglio e agosto. Di “colpo di mano” ha parlato il consigliere di Ripartiamo da zero Giorgio De Vecchis in riferimento a questo cambio del regolamento, mentre Tonino Capriotti ha sottolineato la necessità di tutelare chi abita in prossimità degli impianti, rimproverando l’amministrazione di favorire varianti urbanistiche in zone periferiche che invece dovrebbero essere destinate a ospitare impianti sportivi senza dare fastidio. Il consigliere del Falco ha invece rimarcato come l’amministrazione non avrebbe favorito le società sportive nonostante lo slogan “lo sport per tutti” come riportato nel programma elettorale di Piunti e ha sollecitato una zonizzazione dell’impiantistica.
La mozione
Nemmeno la minoranza ha accolto la mozione proposta dal consigliere Flavia Mandrelli con cui si chiedeva il congelamento di ogni iniziativa urbanistica tanto da essere ritirata. Di “mozione giacobina” ha parlato il consigliere di FdI Gianni Balloni sottolineando l’estremizzazione della richiesta. Lo stesso Domenico Pellei dalle fila dell’opposizione ha dichiarato: «Chi si prende la responsabilità di bloccare un Comune? E’ una scelta virtuosa che pesa sui bilanci, allora si preveda un ristoro a livello statale. Altrimenti è solo un’operazione ingessante». A chiudere è stato il sindaco spiegando: «Tutti siamo contro il consumo del suolo ma altro è governare una città, una mozione che fa riferimento a un disegno di legge fermo da 2 anni, senza dimenticare che le varianti sono supportate da leggi».

 

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