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Stop alle reti, il mare Adriatico va in pausa: addio al pesce fresco fino a settembre

Stop alle reti, il mare Adriatico va in pausa: addio al pesce fresco fino a settembre
Stop alle reti, il mare Adriatico va in pausa: addio al pesce fresco fino a settembre
di Emidio Lattanzi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 04:05

SAN BENEDETTO -  Si è fermato anche il porto di San Benedetto e con lui praticamente l’intero Adriatico. In Riviera il pesce fresco, almeno quello del mare antistante la nostra costa, resterà un tabù fino a quasi tutto settembre. 

 
Ci manvaca la Riviera 
Con l’entrata in vigore di questo provvedimento, di conseguenza, il fermo pesca si è di fatto esteso anche al tratto di costa che va fino a Termoli, dopo che la flotta aveva già interrotto le attività da Trieste ad Ancona e da Manfredonia a Bari. E così sarà fino al 21 settembre quando si tornerà in mare. Se i ìn mare si tornerà. Perché il caro gasolio e l’assenza di aiuti da parte dello Stato stanno facendo sorgere più di un dubbio, tra gli addetti ai lavori, sulla possibilità di tornare a uscire in mare dopo questa lunga pausa. Le parole di Pietro Merlini, marittimo sambenedettese e delegato Coldiretti, sembrerebbero quasi una provocazione ma rischiano di essere molto più vicine a quello che potrebbe davvero accadere a settembre. «Speriamo di riuscire a ripartire - spiega - anche perché questo è il terzo fermo biologico tra i due scioperi e questo provvedimento siamo stati quasi sempre fermi. Quest’anno abbiamo lavorato un sessantina di giorni, i più fortunati ottanta. Non di più. E la maggior parte di quei giorni ci ha visto lavorare per la gloria visti i prezzi del gasolio». 


Prezzi e costi che lievitano 
E il centro della questione è proprio legato ai prezzi del carburante. Prezzi che, a causa dei rincari legati al conflitto in Ucraina, continuano ad essere definiti insostenibili dai lavoratori del mare. «Lo Stato ha parlato di ristori - afferma Merlini - io, come tanti miei colleghi spero che arrivino perché è davvero in dubbio il fatto che possiamo tornare in mare».

Il fermo quest’anno cade in un momento estremamente difficile e proprio da Coldiretti, l’associazione alla quale fa capo Merlini, arriva l’allarme legato al fatto che il blocco dell’attività va a sommarsi al caro carburanti con il prezzo medio del gasolio per la pesca che è praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno costringendo i pescherecci italiani a navigare in perdita o a tagliare le uscite e favorendo le importazioni di pesce straniero, considerato che fino ad oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante. Non a caso gli arrivi di prodotti ittici dall’estero sono aumentati del +34% in valore nei primi cinque mesi del 2022. «Anche quest’anno l’assetto del fermo pesca 2022 non risponde ancora alle esigenze delle aziende e continua a non rispondere alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale».

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