Il prato del Ballarin fiorisce a giugno, la curva sud resta. Il sindaco convoca i writer per i muri

Martedì 20 Aprile 2021 di Laura Ripani
L'area del Ballarin

SAN BENEDETTO Un calcio al degrado e alle polemiche. «L’ex stadio Ballarin comincia a fiorire - dice il sindaco Pasqualino Piunti -: entro giugno sarà pronto il manto erboso». Magari si potrebbe scegliere proprio il 7 giugno, la fatidica data del rogo per restituire la porta nord della città ai turisti in maniera dignitosa e non più come è stato fino a oggi con un’immagine di degrado. 

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I muri
«Sul prato, ovviamente non si potrà giocare a pallone - spiega il primo cittadino - ma almeno il nuovo manto erboso darà un segnale di pulizia e decoro. Poi saranno attivate 12 telecamere per controllare tutto il terreno ma non sarà dunque né un campo sportivo un parco pubblico aperto H 24: ci saranno tre ingressi che provvederemo a chiudere e aprire al bisogno, sul modello di quanto avviene sul pontino lungo». Tutti saranno posizionati sul lato ovest che poi è anche quello del muro che la soprintendenza ha blindato. «Oltre all’illuminazione - spiega ancora Piunti - ci preoccuperemo di abbellire e dare un minore impatto a questa barriera. Per questo motivo abbiamo contattato i writers di san Benedetto che si sono occupati sempre del pontino lungo affinché pensino a qualcosa di interessante anche per il muro del Ballarin». Anche la curva sud resterà al suo posto. «In onore delle vittime del rogo - aggiunge Piunti - e di tutti quei cittadini che portano ancora le stimmate di quella tragedia. Ma anche per onorare le tante vittorie della Samb nello stadio che l’ha vista per tanti anni in serie B. Insomma, anche la curva non si tocca, poi si vedrà come e cosa farne. Il punto, infatti, sono i finanziamenti: sono abituato a “fare” e non a “dire”: se riusciremo a trovare i fondi realizzeremo magari lì la sede del comitato di quartiere ma la cosa che mi preme sottolineare è la condivisione con la città: tutto ciò che verrà realizzato non sarà imposto ma dovrà trovare l’accoglimento dei cittadini e con loro vedremo il da farsi, ovvimente come ho appena detto in base ai finanziamenti che riusciremo a intercettare». Il sindaco si è deciso a raccontare la sua idea di Ballarin dopo le critiche che nei giorni scorsi gli ha rivolto il candidato sindaco della lista civica Libera Antonio Spazzafumo. «La mia amministrazione è la prima a occuparsi del futuro del Ballarin abbandonato da 30 anni quasi. È curioso che a criticare sia proprio Spazzafumo che è sostenuto da personalità come Fabio Urbinati o Tonino Capriotti che facevano parte della precedente amministrazione e hanno avuto 10 anni di tempo per trovare una soluzione». 


L’affondo
«Noi - chiude il primo cittadino - riconsegniamo un open space alla città dove c’era solo degrado e non è escluso che vi si possano realizzare anche grandi eventi. Qualcun altro visto che non può dare più il cattivo esempio vuole dare buoni consigli. Ma abbiamo le idee chiare e molto rispetto per la storia dello stadio e le scelte della gente: gli altri fanno accademia noi, compatibilmente anche con i problemi del Covid che hanno allungato i lavori, cerchiamo fondi per renderlo sempre più bello».

 

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