Colpi di pistola all'autosalone, l'aggressore resta in carcere: «Mi sentivo oppresso»

Colpi di pistola all'autosalone, l'aggressore resta in carcere: «Mi sentivo oppresso»
Colpi di pistola all'autosalone, l'aggressore resta in carcere: «Mi sentivo oppresso»
di Emidio Lattanzi
3 Minuti di Lettura
Venerdì 25 Novembre 2022, 09:22

SAN BENEDETTO - Si sentiva oppresso e perseguitato V.P., il 42enne di San Benedetto arrestato dopo aver esploso tre colpi di pistola all’interno di una concessionaria di Porto d’Ascoli. 
Davanti al gip L’uomo, assistito dall’avvocato Maurizio Cacaci, si è presentato ieri mattina di fronte al giudice che ha convalidato l’arresto.

L’imputato ha però parlato con il Gip confermando la presenza di un contenzioso con Bolla, il concessionario che è finito in ospedale, ma affermando che al centro della vicenda ci fosse la compravendita di un’auto e non di un appartamento. 
L’altra parte in causa aveva invece affermato che al centro di tutto ci fosse un’abitazioneí per la quale erano già state versate parecchie decine di migliaia di euro di anticipo per il cui recupero Bolla aveva intrapreso azioni legali. 

Il racconto 

Nel racconto del 42enne, un agente immobiliare, è stata data un’altra versione dei fatti. L’uomo non ha mai parlato di appartamenti ma soltanto di un’auto e non ha parlato di debiti ma, attraverso il suo legale, parla di contenziosi e di provvedimenti presi dalla controparte che gli hanno provocato uno stato di esasperazione. L’imputato ha sempre sottolineato di non avere mai avuto alcuna intenzione di fare del male al sessantatrenne: «Voleva soltanto intimidirlo, spaventarlo - ha riferito l’avvocato Cacaci - ma non voleva fargli del male né con la pistola né in altri modi». Questo, a quanto afferma il legale, sarebbe anche confermato dalle immagini di videosorveglianza che hanno ripreso la scena: «Chi ipotizza il tentato omicidio - afferma Cacaci - dovrebbe guardare quei filmati e leggere il verbale della polizia che non ha addebitato al mio cliente quell’accusa perché si evince chiaramente che quei colpi erano stati esplosi volontariamente da tutt’altra parte rispetto a quella dove si trovava l’altra persona». V.P. è stato arrestato per porto abusivo di arma clandestina e per minacce aggravate. Una situazione particolarmente ingarbugliata dal momento che le due parti non concordano neppure su cosa ci sia al centro del contendere. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA