San Benedetto, panico all'autosalone: tre colpi di pistola dopo il litigio, ferito il titolare

San Benedetto, panico all'autosalone: tre colpi di pistola dopo il litigio, ferito il titolare
San Benedetto, panico all'autosalone: tre colpi di pistola dopo il litigio, ferito il titolare
di Emidio Lattanzi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 23 Novembre 2022, 08:26 - Ultimo aggiornamento: 16:21

SAN BENEDETTO - Sono tutte da ricostruire le motivazioni che hanno spinto un 43enne di San Benedetto, V.P, poi arrestato dalla polizia, ad entrare con una pistola all’interno di una concessionaria d’auto plurimarche di via Val Tiberina, a Porto d’Ascoli, e sparare un proiettile che è finito sul piede dell’ascolano Sandro Bolla di 63 anni titolare dell’attività. 

Lo sciame sismico tiene sveglie le Marche: un'altra scossa di terremoto di Magnitudo 3.6 nella notte

L’ingresso in concessionaria

L’aggressore è entrato nel locale nella tarda mattinata di ieri con un’arma da fuoco con la matricola abrasa. A monte di questo gesto ci sarebbero motivi economici probabilmente legati a qualche compravendita ma, su questo aspetto, sono al lavoro gli investigatori del commissariato di San Benedetto coordinati da Andrea Crucianelli e fondamentale sarà l’udienza di convalida che dovrebbe tenersi nelle prossime ore nel tribunale di Ascoli. Il 43enne è entrato all’interno del salone di auto ed è nata una discussione durante la quale è spuntata fuori la pistola. Stando a quanto ricostruito dagli agenti di polizia il 43enne non avrebbe sparato con l’intenzione di colpire l’altro uomo ma soltanto per spaventarlo dal momento che, in seguito ai rilievi, è emerso che i tre colpi esplosi dall’arma sono stati sparati lateralmente e che la ferita riportata dal rivenditore, sarebbe stata provocata da un proiettile di rimbalzo che lo avrebbe colpito in maniera superficiale ad un piede. Quindi si è allontanato affermando che sarebbe andato subito alla polizia a costituirsi. E così, effettivamente, è stato. Mentre la vittima dell’aggressione veniva soccorsa dagli agenti di polizia e dagli opertatori sanitari dl 118, il 43enne ha raggiunto il commissariato di via Crispi per assumersi le proprie responsabilità. La pistola è stata recuperata. Non aveva la matricola e per questo motivo tra i capi di accusa con i quali l’uomo è stato arrestato c’è anche quello di porto abusivo di arma da fuoco clandestina oltre quello di minacce aggravate. Manca il tentato omicidio proprio in virtù del fatto che i rilievi della polizia scientifica abbiano evidenziato che dai movimenti effettuati dall’arrestato si evincerebbe l’assenza della volontà di provocare lesioni o di uccidere. 

I dubbi da chiarire 

Restano quei tre colpi di pistola esplosi che, comunque, aggravano particolarmente la sua situazione. Gli investigatori stanno lavorando per fare chiarezza e ricostruire le varie fasi della vicenda. Alla base del grave episodio ci sarebbero interessi economici. Resta da capire, e questo lo dovranno spiegare i due protagonisti di questo fatto di cronaca, se si sia trattato di un affare finito male o di altro. Così come dovrà essere fatta chiarezza su dove e come il quarantatreenne sambenedettese sia riuscito a procurarsi un’arma da fuoco senza matricola per mettere a segno un gesto così pericoloso e plateale che avrebbe rischiato di trasformare tutto in una vera e propria tragedia. Per il momento non resta che prendere atto del fatto che nessuno, per fortuna, ha riportato gravi conseguenze.

© RIPRODUZIONE RISERVATA