San Benedetto, una sola banda dietro
gli assalti ai bancomat: ci sono le impronte

Sabato 18 Maggio 2019 di Emidio Lattanzi
San Benedetto, una sola banda dietro gli assalti ai bancomat: ci sono le impronte

SAN BENEDETTO - Non sono delle Marche , probabilmente, arrivano dal Sud Italia. E’ l’identikit dei malviventi che stanno prendendo di mira le filiali della Cassa di Risparmio di Fermo ubicate nel Piceno. I carabinieri del comando provinciale di Ascoli stanno lavorando a spron battuto al fine di venire a capo dell’anomala serie di assalti agli sportelli bancomat dell’istituto di credito fermano.
Il lavoro degli investigatori ha consentito di dedurre che sia stata la stessa banda a colpire sia a Porto d’Ascoli, lo scorso 6 aprile, sia a Comunanza, undici giorni dopo. Ma un altro particolare che sembra essere ormai acclarato è che sono stati sempre gli stessi banditi a colpire, lo scorso mese di ottobre, anche alla filiale Carifermo di via Ruzzi. Nell’ultimo colpo avrebbero lasciato anche impronte digitali.
  
I carabinieri stanno pertanto lavorando proprio sulla lunga assenza dalle scene della banda che tra ottobre e aprile (sei mesi esatti) è rimasta ferma e in silenzio e poi si è scatenata con tre colpi nel giro poco più di un mese. Un lungo periodo di inattività che potrebbe rappresentare un indizio importante sul quale investigare dal momento che non è escluso che qualche componente del sodalizio criminale possa essere stato costretto ad uno stop forzato a causa di quelche arresto o obbligo di dimora. Il che, in presenza di sospettati, potrebbe consentire ai militari dell’Arma, che lavorano sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, di stringere il cerchio.
 
Ma si sta lavorando anche sui filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza che si trovano lungo i potenziali percorsi utilizzati dai banditi per allontanarsi da Ripatransone nei minuti immediatamente successivi all’assalto. Gli elementi che potranno emergere saranno confrontati con quelli venuti alla luce dopo il colpo di Ragnola e con i risultati dei rilevamenti effettuati dopo il colpo messo a segno a Comunanza. Colpi simili culminati con quello avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì nel corso del quale, a differenza delle altre volte, i ladri anziché il gas hanno usato dell’esplosivo vero e proprio. I malviventi, tre persone travisate e inquadrate dalle telecamere di videosorveglianza, hanno colpito intorno alle 2 e 30 del mattino. Hanno raggiunto l’istituto di credito, che si trova in largo Speranza, lungo la circonvallazione che costeggia il centro storico ripano ed hanno fatto esplodere lo sportello automatico che si trova nell’incavo che funge da anticamera per l’ingresso alla filiale dell’istituto di credito. Stando a quanto poi ricostruito dai carabinieri insieme ai dipendenti della banca, all’interno della cassa dello sportello, al momento dell’esplosione, c’erano circa ventimila euro che i malviventi sono riusciti a portare via. I ladri avrebbero però lasciato dietro di sé anche delle impronte digitali che potrebbero essere utili, ora, ai carabinieri intenzionati a risalire all’identità dei responsabili dell’assalto a tutti i costi.

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