Sedicenne rapinato, gli aggressori parlavano italiano: ma intanto in città la paura continua a crescere

Sedicenne rapinato, gli aggressori parlavano italiano: ma intanto in città la paura continua a crescere
Sedicenne rapinato, gli aggressori parlavano italiano: ma intanto in città la paura continua a crescere
di Emidio Lattanzi
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Martedì 9 Novembre 2021, 11:45

SAN BENEDETTO  - Parlavano italiano e, probabilmente, sono del posto i due malviventi che sabato notte hanno aggredito e rapinato un sedicenne in viale De Gasperi. E’ quanto emerge dalle indagini dei carabinieri che stanno operando sotto il comando del capitano della compagnia di San Benedetto Francesco Tessitore. 


I militari sono al lavoro su alcuni elementi, comprese le immagini catturate dalle telecamere di videosorveglianza della zona e, in particolar modo, di un dispositivo di ripresa che si trova all’ingresso del parco Wojtyla e, dunque, in prossimità del punto dove è avvenuta l’aggressione. I filmati di quella telecamera potrebbero dare importanti risposte agli inquirenti anche se, va detto, i due rapinatori, il cui bottino ammonta a quindici euro in contanti, un telefonino ed un paio di auricolari, indossavano il cappuccio e la mascherina il che, considerato l’orario e il buio, non aiuta i militari nel percorso di identificazione dei rapinatori. Tutti si augurano che gli autori dell’aggressione possano essere presto rintracciati considerata la gravità dell’accaduto. L’episodio ha suscitato anche la reazione del sindaco Spazzafumo che si sta tenendo in contatto proprio con i carabinieri. «Continuerò a tenermi aggiornato - spiega - sia sulle condizioni del ragazzo che sullo stato delle indagini».

Il primo cittadino sambenedettese ha anche avuto un breve colloquio telefonico con i genitori del sedicenne, comprensibilmente scioccati dalla vicenda e che, all’indomani dell’accaduto, hanno ringraziato sia i carabinieri che lo stesso primo cittadino: «Il sindaco è stato gentilissimo a chiamarci e ha dimostrato grandi umanità e disponibilità - affermano la mamma e il papà del sedicenne -. Gli abbiamo chiesto di aumentare i controlli e di fare in modo che certe cose non accadano più in futuro. Lui ci ha garantito di aver subito iniziato a prendere i provvedimenti del caso di concerto con le forze dell’ordine. Ma un ringraziamento va fatto anche ai carabinieri che stanno affrontando la cosa con grande premura e al personale del 118». Sabato sera i genitori del ragazzo sono stati contattati dalla mamma di un ex compagno di scuola del ragazzo che essendo stato derubato del cellulare, non aveva altro modo per dare l’allarme se non quello di bussare alla porta del suo coetaneo che vive in zona e chiedergli un telefono per avvisare i suoi familiari che lo hanno poi raggiunto contattando i carabinieri. 


Prima di andare in ospedale, il ragazzo ha infatti raggiunto il comando compagnia di viale dello Sport dove, considerata la ferita alla gamba sanguinante, è stato raggiunto da un’ambulanza che lo ha poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale. Sei i punti di sutura che gli sono stati applicati. Ma alla ferita, che fortunatamente si rimarginerà con il tempo, si aggiunge anche lo choc subito. Di episodi come quelli di sabato sera, in Riviera, se ne sono registrati pochissimi. 

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