Sit in con bandiere e striscioni davanti all'ospedale di San Benedetto, i sindacati pronti allo sciopero

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di Alessandra Clementi
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 01:50

SAN BENEDETTO - La pioggia non ha fermato la manifestazione della Rsu che è andata in scena ieri davanti al Madonna del Soccorso. Bandiere e striscioni affissi su cui si leggeva “Area vasta 5 pari dignità” e “Il diritto alla salute è per tutti anche per noi”. Presenti la Cgil funzione pubblica, la Cisl fp, la Uil fp, Ugl salute e la Fials. Sul tavolo che rivendicazioni che da un mese a questa parte vengono ribadite dai sindacati, una su tutti il riequilibrio dei fondi contrattuali. 


Le rivendicazioni


Si tratta dell’ultima chiamata di fronte alla quale se l’Asur non risponderà si passerà a incrociare le braccia dopo aver proclamato lo sciopero. C’erano tutta le sigle sindacali che siederanno al tavolo con l’Asur, ieri mattina, davanti al nosocomio sambenedettese nonostante il maltempo. Tra le rivendicazioni: il pagamento delle indennità contrattuali e Covid, il pagamento dei tempi di vestizione, il riconoscimento dell’indennità di mensa, proroghe e stabilizzazioni del personale, l’implementazione della dotazione organica e l’equità salariale rispetto alle altre aree vaste. Soprattutto quest’ultimo punto vede sul piede di guerra gli operatori, infermieri e operatori socio assistenziali, visto che nelle altre aree vaste i colleghi percepiscono circa mille euro in più spalmati nel corso dell’anno. «L’Asur è nata 19 anni fa con l’obiettivo di armonizzare le 5 aree vaste invece si è dato seguito ala sperequazione – ha affermato Giorgio Cipollini della Cisl fp – siamo preoccupati e soprattutto in vista di prossime razionalizzazioni da parte della Regione».

Sulla stessa linea anche un sindacato più vicino al centrodestra come l’Ugl rappresentato da Benito Rossi che ha detto: «E’ necessario il ripristino di un equilibrio tra aree vaste. Occorre stabilizzare i nostri 180 precari se non a rischio di declassare i servizi. Criticità che hanno origine anche dal passato». In contemporanea con la manifestazione rivierasca il Nursind e il Nursing up hanno indetto lo sciopero per il prossimo 16 dicembre. Anche il fatto che alcune sigle si siano separate dalla battaglia sindacale è stato sottolineato.


La critica


«Si tratta di sigle che sono fuori dalla Rsu – spiega Viola Rossi della Cgil fp – e non siedono al tavolo delle trattative con l’Asur in quanto non titolate a contrattare, quindi organizzano manifestazioni solo per propaganda e per un ritorno mediatico». La stessa Cgil che spiega come a fronte di uno splafonamento di 450mila euro del 2021 sui fondi per il personale sanitario da parte dell’Asur, ce ne sia uno altrettanto importante per quest’anno tanto da arrivare a circa 1milione di euro, da qui la richiesta di rifinanziare il fondo anche sulla base del decreto Calabria che lo consente, diversamente si andrà verso la indizione di uno sciopero degli operatori. Insomma una situazione allo stremo che vede ormai la sanità del piceno in ginocchio ormai da anni e con grandi divari dal resto delle Marche.

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