Lavori allo stadio, la Samb non paga e le aziende ora chiedono 600mila euro al Comune

Mercoledì 14 Aprile 2021
Lo stadio Riviera delle palme

SAN BENEDETTO - «Ho dato mandato ai miei legali di richiedere formalmente il pagamento del manto erboso al Comune». Parole di Niko Sarris titolare della PowerGrass ditta che ha realizzato i lavori al Riviera delle Palme. Intanto entro aprile si terrà il consiglio comunale che andrà a istituire la commissione di indagine sullo stadio.

 

 
«La convenzione parla chiaramente- afferma Sarris – i lavori se non pagati dalla squadra dovranno essere sostenuti dal proprietario dell’impianto. La cifra è quella di 600mila euro, quindi l’intero importo dell’intervento. Purtroppo l’amministrazione non si è tutelata. Credo ci sia stato un vizio di procedura. In affari un debito può essere un valore, se va verso un investimento, o un tumore se serve solo per coprire dei buchi». Le parole di Sarris tolgono ogni dubbio sul fatto che i privati siano pronti a rifarsi sul Comune per il credito che nutrono verso la Samb.

Intanto i consiglieri continuano a studiare le carte. I lavori sul manto erboso sarebbero stati accordati senza che fosse stato ufficializzato l’allungamento per altri 5 anni della convenzione e sarebbe proprio qui il vulnus, in quanto prima si sarebbe dovuto firmare l’ampliamento della convenzione, quindi con una garanzia non più di 107mila euro ma 270, e solo a quel punto i lavori sarebbero dovuti partire. Anche perché la Sambenedettese calcio etichettò questi interventi come “straordinari”.

Ma oltre a questo aspetto economico ci sarebbe il fatto che forse questi lavori dovevano essere maggiormente attenzionati dall’apparato politico. «Speriamo che venga convocata al più presto la conferenza dei capigruppo – spiega il consigliere Flavia Mandrelli di Articolo 1 – propedeutica al consiglio comunale così da istituire questo tavolo tecnico chiamato a fare luce sulla vicenda dei lavori allo stadio. Non si può attendere altro tempo. Spero che gli incontri si possano fare in presenza, sentendo sia i tecnici comunali che le ditte coinvolte. Anche perché se fossero state operazioni volute dal Comune si sarebbe dovuto procedere con un bando. Non vorremmo che l’amministrazione poi ci prendesse in giro cercando di giustificare anche questa uscita di cassa». Il presidente del consiglio comunale Giovanni Chiarini procederà alla convocazione della conferenza dei capigruppo per la prossima settimana e già in quel tavolo verranno definiti i componenti della commissione di indagine: 8 della maggioranza e 5 per la minoranza. Da qui la convocazione dell’assise che si terrà tra il 26 e il 30 aprile e che accenderà il semaforo verde verso la commissione che si riunirà già dalla prima settimana di maggio al fine di stilare poi un dossier. Relazione che molto probabilmente approderà sui tavoli della Procura della Repubblica, sempre se la magistratura non si muoverà prima su tale argomento.
Alessandra Clementi

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