Rigettate le richieste PowerGrass: Riviera delle Palme, sentenza entro il 31 marzo

Rigettate le richieste PowerGrass: Riviera delle Palme, sentenza entro il 31 marzo
di Alessandra Clementi
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 05:20

SAN BENEDETTO -  Il giudice, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla PowerGrass verso il Comune per recuperare le spese del manto erboso, ha rigettato tutte le istanze dell’impresa milanese. Questo fa ben sperare il palazzo di viale De Gasperi che intravede un finale a suo favore. 

 
I dubbi del giudice 


Il giudice Enza Foti del Tribunale di Ascoli ha firmato ieri l’ordinanza rigettando le istanze della PowerGrass e fissando al prossimo 31 marzo la sentenza. Una sentenza che a oggi ha il sapore della vittoria per il Comune rivierasco. Nei giorni scorsi si era tenuta la seconda udienza sempre in forma scritta. La PowerGrass aveva chiesto di poter portare delle prove testamentarie ma il giudice non le ha accolte. Nella prima udienza il magistrato aveva chiesto se la PowerGrass avesse richiesto il pagamento alla Sambenedettese Calcio prima di rivolgersi al Comune. La ditta ha spiegato che la richiesta era stata rivolta ma la Sambenedettese era già in fallimento quindi si trattava di un credito chirografario (documento firmato a mano, senza alcuna garanzia). Situazione che a oggi farebbe pensare a una vittoria del Comune ma l’ultima parola è del giudice. 


Era meglio trattare 


Sono intanto interrotte anche le trattative tra l’amministrazione e la stessa PowerGrass, che invece in un primo momento erano state tentate per arrivare a un accordo con tanto di project financing che avrebbe visto accantonare il contenzioso lasciando alla ditta milanese l’intervento di restyling dell’impianto sportivo. 


Il pasticcio


Il pasticcio dello stadio Riviera delle Palme nasce nell’estate 2019 quando, all’arrivo del presidente rossoblù Domenico Serafino, accolto dall’intera città come l’uomo che avrebbe riportato la Samb alla gloria, vengono annunciati interventi per lo stadio a spese della società sportiva. Da qui l’inizio dei lavori per rifare il manto erboso all’indomani del Ferragosto, ma troppo tardi ci si accorge che non si tratta di interventi di ordinaria manutenzione bensì straordinari per un importo pari a 600mila euro. Qualche mese dopo, al momento in cui scoppia lo scandalo degli stipendi non pagati ai calciatori da parte della Sambenedettese, viene fuori che i lavori sul manto erboso, realizzati dalla ditta milanese PowerGrass non sono stati pagati, se non per la parziale cifra di 150mila euro. Nel frattempo Serafino fa perdere le proprie tracce e il Comune si ritrova con la patata bollente dei lavori allo stadio da pagare, visto che nel frattempo la PowerGrass chiede all’ente di viale De Gasperi di essere pagata. Una vicenda che inizia a complicarsi e il sindaco Piunti decide di istituire una commissione di indagine, per ripercorrere l’intera vicenda e fare luce su eventuali responsabilità. 


L’indagine interna di Piunti


Quaranta giorni, decine di audizioni e un dossier che viene approvato nel corso di un consiglio comunale a porte chiuse, tanto che la relazione viene mantenuta segreta. Tutto questo fino all’arrivo della nuova amministrazione targata Spazzafumo che chiede la desecretazione degli atti che vengono pubblicati ma il segretario facente funzione Tonino Rosati decide, sulla base della legge sulla privacy, di mantenere oscurati i nomi di coloro che presero parte alle audizioni. Decisione avallata dal Garante della privacy. Nel frattempo la PowerGrass ha aperto un contenzioso con il Comune chiedendo il risarcimento del mancato pagamento e ora a primavera il verdetto.

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