Due gli eroi che hanno sventato la rapina: «Ho visto il malvivente sferrare la coltellata ma mi ha speronato con l'auto»

Domenica 17 Ottobre 2021 di Gloria Caioni
Manuel Coccia che ha cercato di sbattare la strada al rapinatore

MARTINSICURO - Ci sono due uomini che, nella rapina di venerdì, hanno svolto un ruolo chiave. Uno si è messo di traverso, con la sua vettura, per bloccare la strada al malvivente che avrebbe potuto anche investire la donna alla quale aveva cercato di rubare l’incasso. L’altro è un ragazzo addetto a gestire e smistare il traffico all’uscita delle scuole, in Piazza Cavour.

 

 
I fatti
Tutto è avvenuto attorno all’una in via Aldo Moro, nei pressi della ex Banca Tercas dove la donna, sambenedettese di 52 anni, stava per andare a fare un versamento per conto dell’azienda di frutta e verdura per cui lavora. Il rapinatore si è avvicinato e ha provato, senza riuscirci, a strapparle la borsa con i 2mila euro. Il proprietario dell’auto che ha bloccato la fuga rapinatore preferisce rimanere anonimo visto che il malvivente è ancora a piede libero ma ha assistito a tutta l’aggressione: «Sono stato il primo a notare tutta la scena - racconta - e ho visto proprio la coltellata sferrata alla donna. Mentre era stesa per terra, le dava altri pugni. Ho iniziato a suonare il clacson ed è arrivata altra gente. Mi sono messo a circa due metri di distanza alla macchina dell’uomo. Stavo per scendere, per vedere se potevo fare qualcosa, ma a quel punto il ragazzo è risalito sulla Mercedes per darsi alla fuga mentre la signora era ancora distesa sulla strada. Le persone presenti hanno iniziato a urlare: «Sei un pazzo, le passi sopra, la uccidi così!». Allora ho preso il mio furgoncino e l’ho messo di traverso, bloccando tutta la strada. Così non poteva muoversi. Ha provato a speronare la mia auto e poi è ripartito furiosamente a marcia indietro». Alcuni passanti hanno aiuto la donna a spostarsi dalla strada e a salire sul marciapiede. A quel punto il rapinatore è ripartito a marcia indietro e ha travolto l’auto del testimone. Diversamente, nel tentativo di darsi rapidamente alla fuga, avrebbe potuto anche uccidere la povera vittima, passandole sopra. L’eroe di via Moro pare ancora sconcertato e riferisce che è impossibile fare un identikit del rapinatore. Era tutto coperto. L’uomo, che ha avuto davvero sangue freddo, ha chiesto all’assicurazione come potersi far rimborsare i danni ma gli è stato risposto che dovrà avvalersi di un avvocato. Beffa della bontà. Lo stesso sangue freddo lo ha avuto Emanuel Coccia, ragazzo che fa assistenza dei bimbi all’uscita da scuola. Aveva appena rialzato la transenna che chiude via Emilia (la strada che da via Colombo conduce a Piazza Cavour) perché le famiglie, i pulmini ed i bambini (attorno alle 13:17) erano già defluiti visto che la campanella suona attorno alle 13:10. 


Il metodo
«Prima ho provato a fermare il rapinatore - racconta - ma arrivato ad un metro da me, mi sono dovuto spostare. Quindi ho urlato e due mamme si sono spostate. Una aveva con sé un bimbo e si sono rifugiati sul marciapiedi. L’altra stava parlando con una maestra e aveva un passeggino che ha messo in salvo poco prima che la macchina passasse a folle velocità. Com’era? Non l’ho visto bene. Era come coperto in viso da una calzamaglia nera».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA