Raid dei vandali che si accaniscono sulle opere del museo a cielo aperto: ecco come hanno ridotto i monumenti

Domenica 16 Gennaio 2022 di Marco Braccetti
Il Principe opera di Paolo Consorti

SAN BENEDETTO - Tra ferite fresche e cicatrici mai del tutto rimarginate, il volto di San Benedetto è sempre più sfregiato. Sfregiato in prima battuta dai vandali ma, poi, anche dalla lentezza pachidermica con cui (non) vengono affrontate le conseguenze degli atti vandalici stessi. 

 

 
Anni d’incuria 
Su questo fronte, le ultime amministrazioni comunali hanno spesso dimostrato di non riuscire a reggere l’urto di teppisti e imbrattamuri. Ora, al banco di prova c’è la squadra di Antonio Spazzafumo. Questo team civico ha più volte assicurato di voler puntare molto su decoro e sicurezza. Ci riuscirà? Le occasioni per passare dalle parole ai fatti non mancano. 


Kostabi e Consorti spariti
Ecco un esempio su tutti. Eravamo nel marzo 2019 quando un nuovo raid vandalico colpì le miniature delle statue che adornano l’isola pedonale del centro. Le riproduzioni colpite (realizzate dall’artista Teodosio Campanelli) furono quella della statua firmata Mark Kostabi (zona Caffè Florian) e quella del “Principe” di Paolo Consorti, collocata su via Cairoli. Dopo la consueta indignazione iniziale, i risultati dell’azione teppistica finirono sostanzialmente nel dimenticatoio. Così, gli sfregi son rimasti in bellavista nel salotto buono della città per moltissimo tempo, davanti agli occhi di turisti e residenti che, purtroppo, sembrano essersi “assuefatti” a tali brutture. Anche perché, come già detto prima, a San Benedetto ci sono anche altri danneggiamenti perpetrati dai vandali e rimasti irrisolti. Ma c’è chi si ribella a questa deriva. 


L’appello dei disabili 
«Speriamo davvero che quel percorso artistico nel cuore della città torni presto ad essere pienamente fruibile anche alle persone con seri problemi di vista». E’ riassumibile così l’accorato appello lanciato dall’Uici (Unione Italiana ciechi e ipovedenti) davanti al perdurare di questa spiacevole situazione. Una situazione che mixa sgradevolmente degrado urbano e scarsa attenzione verso i disabili. Infatti, le miniature vennero installate nell’ambito degli interventi (costati complessivamente 75mila euro) per la realizzazione di un percorso finalizzato ad agevolare la mobilità autonoma delle persone con disabilità oculari. «Apprezziamo tutto ciò che a San Benedetto si sta facendo per migliorare accessibilità e fruibilità degli spazi nei confronti delle persone cieche o ipovedenti - dice chiaro e tondo Gigliola Chiappini: presidente della sezione interprovinciale Uici Ascoli-Fermo - ma, oltre a realizzare cose nuove, occorrerebbe anche curare ciò che in precedenza era già stato fatto». Non si può abbandonare un patrimonio accumulato negli anni lasciato nell’incuria e in bella mostra. Le cicatrici del centro città-Voglia di Peba 
Ad ogni buon conto, questo stato di cose rappresenta una “barriera architettonica” grossa come una casa. Una barriera che limita assai la concreta fruizione dell’arte alle persone con menomazioni alla vista. Vedremo come si comporterà l’amministrazione Spazzafumo, nel cui programma elettorale spiccava la promessa di «adottare definitivamente un Peba, Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche».

 

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