Il presidente di Genius Loci e la scelta del personaggio dell'anno che fa discutere: «Giusto il premio a Serafino, facile criticare a posteriori»

Giovedì 8 Aprile 2021 di Emidio Lattanzi
Il presidente della Samb Domenico Serafino

SAN BENEDETTO -  «Il premio a Serafino? E’ stato deciso da una commissione sulla base di quanto visto nel 2020. Le critiche a posteriori sono facili da fare e anche un po’ ipocrite». Parla Marco Calvaresi, il presidente onorario dell’associazione Genius Loci intervenendo sulla decisione di conferire al presidente della Samb Domenico Serafino il premio di personaggio dell’anno. Premio che non è comunque più stato assegnato, una decisione ufficializzata alla fine del 2020 e prima che esplodesse il caos in casa Samb.

LEGGI ANCHE:

L'affare Samb scuote la maggioranza, il presidente del consiglio comunale: «Subito la commissione di indagine»

 


«Abbiamo fatto tutto alla luce del sole - spiega Calvaresi - diffondendo sulla stampa tutti i vari passaggi che hanno portato a quel riconoscimento. La rosa dei cinque nomi tra i quali quello di Serafino e la scelta della commissione». Il consiglio dell’associazione, che lo scorso anno aveva premiato il libraio e giornalista Mimmo Minuto e che, pochi mesi fa, aveva riconosciuto il genio di Farnush Davarpanah, a gennaio ha infatti scelto Serafino come personaggio dell’anno. «Alla base di quella decisione - afferma Calvaresi - c’è tutta una serie di azioni che non hanno convinto soltanto la Genius Loci, ma la tifoseria e lo stesso Comune, oltre ai vertici della Lega Pro, con il presidente Ghirelli venuto in visita al Riviera delle Palme proprio per incontrare il presidente della società. Le azioni di Serafino hanno portato innegabilmente entusiasmo nell’ambiente cittadino e questo è un fatto. Quello che è successo dopo non lo hanno saputo prevedere in Comune figuriamoci se doveva prevederlo un’associazione culturale. Noi non siamo revisori dei conti».

Calvaresi si dice dispiaciuto e amareggiato per le critiche ricevute una volta esploso il caso Samb: «Sui social c’è stato chi si è messo a fare l’analisi logica della motivazione del premio - spiega - addirittura il sindaco Piunti ha fatto dell’ironia assolutamente fuori luogo. Parliamo del capo di un’amministrazione comunale che non è stata in grado di capire quale fosse la situazione reale all’interno del club rossoblu. Un’associazione culturale può anche calibrare male (seppure in completa buona fede) l’assegnazione di un premio, Un’amministrazione comunale non può permettersi certe leggerezze e di questo, il sindaco che ironizza, dovrà risponderne alla città. E non soltanto a quella che va allo stadio». 

La vicenda è collegata con le notizie che arrivano, ormai da quasi due mesi, dalla società rossoblu dopo che le voci di stipendi non pagati si sono in breve tempo trasformate in verità. In breve tempo il presidente della Sambenedettese è caduto dal piedistallo che era riuscito a costruirsi grazie ad un’abile attività di comunicazione che ha conquistato una intera città e non solo. In questo contesto si inquadrava anche il premio che l’associazione aveva deciso di conferirgli e che, ad ogni buon conto, non gli è poi stato materialmente assegnato.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA