Un ospedale unico su due presidi: la Regione spinge per costruire la nuova struttura in zona Brancadoro, servirà un esproprio

Un ospedale unico su due presidi: la Regione spinge per costruire la nuova struttura in zona Brancadoro, servirà un esproprio
Un ospedale unico su due presidi: la Regione spinge per costruire la nuova struttura in zona Brancadoro, servirà un esproprio
di Alessandra Clementi
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Martedì 17 Maggio 2022, 05:50 - Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 08:52

SAN BENEDETTO -  «San Benedetto non perderà il suo ospedale anzi ne avrà uno nuovo e dovrà essere un iter irreversibile, che nessuna prossima amministrazione, possa cancellare con un colpo di spugna». Così il consigliere regionale Andrea Assenti, neo coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, in merito alle critiche, piovute sull’annuncio del nuovo ospedale di primo livello su due plessi, da parte del centrosinistra. 

 


«Ancona ha realizzato un primo livello su ben tre plessi – spiega Assenti – non vedo che problema ci sarebbe sul realizzarlo su due. Qui invece si grida allo scandalo. Si prevede un’equiparazione di servizi e personale tra Ascoli e San Benedetto. Questo è sicuramente un valore aggiunto». Ma quale sarà l’iter? Subito l’individuazione dell’area, poi lo studio di fattibilità e lo stanziamento dei fondi a oggi annunciati per 80 milioni di euro. E proprio in merito all’area, che ora il territorio, rappresentato dai sindaci, dovrà indicare che Assenti afferma: «Spero venga inserita anche l’area Brancadoro come spazio destinato a ospitare il nuovo presidio, così altri terreni. L’importante è che si arrivi a un accordo al più presto tra i sindaci».

Per disporre dell’area Brancadoro però la Regione dovrebbe acquistare l’appezzamento dei privati e oggetto di un’asta pubblica. «San Benedetto non può perdere l’ospedale – prosegue Assenti - e la sua difesa deve arrivare da tutti i territori circostanti. Mi rivolgo anche al sindaco di Spinetoli Alessandro Luciani in quanto dovrebbe assieme ai colleghi di tutto il circondario spingere per il nosocomio in Riviera. Inoltre con la revisione della legge 13 e quindi l’istituzione dell’Azienda unica ospedaliera dobbiamo dimostrare tutta la nostra forza e autonomia». Per quanto riguarda le aree, fermo restando che la Regione spinge per Brancadoro, rimarrebbe l’ipotesi di Fosso dei Galli a oggi la più accreditata. A distanza di quasi una settimana dal consiglio comunale aperto sulla sanità ancora non si placano le critiche e gli attacchi all’annuncio dato dalla Regione di un nosocomio di primo livello spalmato tra il Madonna del Soccorso e il Mazzoni. 


Assenti annuncia anche una nuova risonanza magnetica che sarà finanziata con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Oltre ai 6,3milioni di euro stanziati per la casa e l’ospedale di comunità. «Si tratta di una cifra superiore a quella messa a disposizione per Ascoli per la casa di comunità – termina il consigliere regionale – anche di questo si dovrebbe tenere conto. È cambiata l’impostazione politica, il centrosinistra voleva un ospedale di Vallata. Nel nostro caso manteniamo i due plessi, come ci ha insegnato anche la stessa pandemia. Si tratterà di due presidi e non di due mezzi ospedali con tutti i servizi garantiti».

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