San Benedetto, il manto stradale è durato solo pochi mesi. Via Manzoni come un percorso del Camel Trophy

Lunedì 8 Marzo 2021 di Sandro Benigni
Il manto stradale in via Manzoni

SAN BENEDETTO - Se il famoso scrittore lombardo Alessandro Manzoni avesse potuto mai immaginare che la via a lui dedicata dalla città di San Benedetto, un giorno sarebbe diventata una sorta di percorso adatto più al Camel Trophy che a un normale traffico automobilistico, probabilmente avrebbe scritto una lettera di protesta indimenticabile. 

 

 

Dopo i lavori conclusi tra ottobre e novembre dello scorso anno, che hanno interessato le condotte fognarie per il separato deflusso delle acque bianche dalle acque nere e la posa in opera di due vasche di raccolta delle acque all’intersezione con via Marradi, percorrere via Manzoni in auto (o peggio ancora in bici o attrraversa a piedi) è diventato molto pericoloso. Il lato di strada interessato dai lavori effettuati dalla ditta incaricata dalla Ciip, infatti, presenta un asfalto martoriato, con avvallamenti, cunette, dossi, buche e ogni altro tipo di imperfezione possa derivare da un fondo decisamente dissestato. 

«Conosco bene questo settore – dice Franco D’Ignazio – e posso dire senza timore di smentite che questo è un lavoro fatto male, quasi che non fosse stato completato in attesa di una seconda riapertura della strada. Quando si deposita il tappetino di asfalto – prosegue – deve essere prima stesa la cosiddetta catramina, una specie di collante che evita la creazione di fosse e di tutte quelle imperfezioni che sono venute fuori su questa strada. Per fare il confronto, basta andare in via Togliatti, all’inizio con viale dello Sport e vedere come (anche lì in occasione di lavori importanti) la strada è adesso perfettamente liscia e senza grandi problemi di dissesto». I lavori della Ciip furono annunciato nel mese di febbraio 2018 nel corso di un’affollata assemblea di quartiere, ma in pochi pensavano che avessero potuto arrecare disagi così importanti. 

«Io mi sposto con la bicicletta – dice Maria Bruni – ma quando devo prendere via Manzoni preferisco andare contromano dove l’asfalto è messo meglio, piuttosto che rischiare di cadere per tutte le buche e i dossi che ci sono sull’altro lato. Certo che se ripenso che in questa strada gli incidenti gravi non sono mai mancati, c’è da avere paura, ma non ci sono molte alternative».
 

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