Concessioni balneari, giornata decisiva al Ministero. Il presidente dell'Itb:«Per cacciarci dai nostri chalet dovranno usare i carri armati»

Martedì 28 Dicembre 2021 di Laura Ripani
Giuseppe Ricci

SAN BENEDETTO «Dovranno usare i carri armati per portarci via dai nostri chalet». Si accalora Giuseppe Ricci in vista del summit che oggi, insieme ai presidenti degli altri sindacati dei balneari, avrà a Roma con i ministri del Turismo Massimo Garavaglia e delle attività produttive Giancarlo Giorgetti. Sarà nel gruppo ristretto - uno per associazione di categoria - che incontrerà i due esponenti del governo Draghi. «E all’ordine del giorno c’è un solo punto - spiega -: concessioni balneari».
 
«Saremo ricevuti nella Sala degli Arazzi, ingresso da via Veneto, alle ore 16 - aggiunge lo storico concessionario - ed è un onore per San Benedetto che io sia stato invitato». Ma di Dolce Vita non solo non c’è più traccia, sarà invece una battaglia piuttosto accesa fa intendere Ricci il quale poterà però anche una proposta di legge elaborata dal sindacato del quale è presidente nazionale, l’Itb. «Partiamo dal concetto - spiega - di ottenere un diritto di superficie per 99 anni per i manufatti, e solo per i manufatti, già esistenti: gli chalet. Ovviamente stiamo parlando di quelli che sono autorizzati, che rientrano nei Piani regolatori redatti da Regioni e comuni, in base alle leggi dello Stato. Insomma, non vogliamo nulla di più quello che è consentito fare senza, lo voglio far capire bene, cementificare: l’area oggi occupata dagli chalet dovrà restare per sempre una zona riservata al turismo balneare, che segue le norme e non si presta ad abusi. D’altra parte è un’area già urbanizzata dalle nostre imprese e data in concessione».

Ma l’Itb vuole fare un passo avanti, altro che aste così come prevede la direttiva Europea Bolkestein ribadita dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che fissa al 2023 gli incanti: «Siamo disposti - dice la nostra proposta di legge a pagare una tantum per il riscatto di questi chalet che potranno restare nostri per 99 anni: una cifra che si pagherebbe, ribadisco sulle aree già urbanizzate e che hanno perso caratteristica di spiaggia, tanto che lo Stato potrebbe incassare una bella cifra. Magari consentendo alle banche di farci accendere un mutuo per tutta la durata». Insomma blindare l’investimento sembra essere lo scopo di Ricci e dei suoi associati ma solo per i manufatti.

«La spiaggia invece - prosegue il presidente - cioè la zona ombrelloni, giochi e strutture di facile rimozione resterà tale: si continuerà a pagare il canone demaniale annuale così lo Stato continuerà ad avere un flusso costante negli anni: una marea di soldi gli arriverebbe dagli 8 mila chilometri di costa della quale è fatta l’Italia». Insomma, una di quelle soluzioni win-to-win come si dice in gergo anglosassone, dove tutti vincono e nessuno perde. Sarà così per i ministri e soprattutto per l’Europa, già pronta alla procedura di infrazione? «Nulla cambierebbe - si affretta a dire Ricci -: salveremmo il lavoro tanta gente, il turismo balneare e il turista stesso che non troverà differenze». Ma l’idea di Ricci non trova d’accordo neppure tutte le associazioni. «Gli altri - affonda - si sono impauriti perché ci sarebbe da pagare la una tantum subito o la rateizzazione tramite mutuo ma non si rendono conto che sarebbero poi strutture di proprietà». Poi Ricci va oltre. «Se ci cacceranno dai nostri chalet siamo pronti ad occuparli: è un assurdo in un Paese dove gli imprenditori chiudono e vanno all’estro impedirci di lavorare a casa nostra».

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