Un infarto ha ucciso Sergio Fiumaroli: ma le indagini vanno avanti, ora il focus sulle lesioni

Mercoledì 20 Ottobre 2021
Un infarto ha ucciso Sergio Fiumaroli: ma le indagini vanno avanti, ora il focus sulle lesioni

SAN BENEDETTO  - Il decesso di Sergio Fiumaroli è arrivato in seguito a un arresto cardiocircolatorio. Ma si lavora sul corpo e sull’autovettura per capire se con lui, al momento del malore, ci fosse qualcuno. Intanto è stata esclusa la morte violenta. 

 


È il responso della Tac arrivato nella giornata di ieri e relativo all’esame eseguito nel pomeriggio di lunedì e all’autopsia effettuata nella mattinata di ieri su incarico della Procura della Repubblica di Ascoli che sta coordinando le indagini finalizzate a ricostruire le ultime ore di vita del settantaquattrenne fermano. Il corpo senza vita dell’uomo era stato trovato la sera del 14 ottobre scorso all’interno della sua auto a Porto d’Ascoli, a pochi metri dal raccordo autostradale dell’A14 in contrada San Giovanni. 


Un accertamento eseguito dai medici legali Sabina Canestrari e Massimo Senati disposto dalla Procura di Ascoli Piceno che all’indomani del ritrovamento del cadavere ha aperto un fascicolo per omicidio, soprattutto per via di alcune lesioni che sono state trovate sul corpo, ma che sia la ricognizione cadaverica, sia l’autopsia non ritengono causa diretta della morte. Le ferite, come chiarito poche ore dopo già dal primo medico legale che ha visitato il corpo in loco, subito dopo il ritrovamento del cadavere. 


Le indagini della magistratura ascolana continuano per accertare le cause di quelle ferite e per ricostruire le ultime ore di vita della vittima che quella sera aveva cenato in un ristorante nell’immediato hinterland sambenedettese con un conoscente (circostanza di cui i familiari erano a conoscenza), che non aveva notato quelle lesioni sulla fronte dell’uomo. Dunque come se le è procurate? 


La risposta a questa domanda potrebbe essere fondamentale. Il responso dell’esame autoptico e degli altri accertamenti effettuati nelle ore precedenti è comunque di grande importanza per le indagini perché esclude la possibilità di un’aggressione che poteva aver subito l’imprenditore fermano. Ma su tutto il resto della vicenda c’è ancora parecchio mistero. 


Ad ogni modo, dopo l’autopsia di ieri mattina, continuano ininterrotte le indagini finalizzate a capire come mai si trovasse in quella zona isolata e se, nel momento in cui è stato colto dal malore che lo ha stroncato ci fosse qualcuno. Quel qualcuno dovrà spiegare il motivo per il quale ha abbandonato l’uomo in un momento di evidente emergenza senza dare l’allarme o chiamare i soccorsi. 


In tal senso sono stati effettuati dei prelievi e degli esami sia sulla salma di Fiumaroli, ad esempio sotto le unghie e in varie parti del corpo, sia sull’autovettura con prelievi di campioni di tessuti e attraverso l’analisi di impronte digitali sulle maniglie e su gli altri oggetti presenti in auto. Perché se qualcuno era con lui è proprio nell’auto che doveva trovarsi, ed è per questo che le indagini degli inquirenti si stanno concentrando proprio sul veicolo. L’auto abbandonata a bordo strada, con il corpo del settantaquattrenne all’interno, è infatti stata trovata da due operatori della FiFa Security di pattuglia nella zona. Hanno notato lo sportello aperto e una parte del corpo dell’uomo che si trovava all’esterno dell’abitacolo. Il decesso era ormai sopraggiunto.

 

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