Fosso dei Galli o zona San Giovanni, ecco le due ipotesi più vive per il nuovo ospedale

Lunedì 23 Maggio 2022
Fosso dei Galli o zona San Giovanni, ecco le due ipotesi più vive per il nuovo ospedale

SAN BENEDETTO  - Fosso dei Galli o l’area che va dal Centro Agroalimentare alla Coop di zona San Giovanni. Per ora sono queste due le ipotesi delle aree su cui realizzare il nuovo ospedale sambenedettese. Intanto la deputata di FdI Lucia Albano sottolinea come sia partito un percorso irreversibile, messo in atto dalla Regione, verso un nuovo nosocomio, argomento che sarà trattato anche questa sera alle 18 nella commissione sanità

 


L’idea dell’area a Fosso dei Galli dove ospitare il nuovo nosocomio arriva dai quartieri che per anni hanno promosso tale soluzione. Un ospedale in zona Fosso dei Galli, a ridosso di tutte le maggiori infrastrutture viarie che il nuovo ospedale ha bisogno: autostrada, ferrovia, statale 16, superstrada e aviosuperficie. Le attività dei vari depositi esistenti verrebbero spostate con il vantaggio dei proprietari di ritrovarsi aree rivalutate e riconvertibili.

A questa zona si aggiungerebbe lo spazio a sud della Coop e a ridosso del Centro Agroalimentare in via Valle Piana. Anche se non manca chi sottolinea come a fronte della bocciatura di un ospedale a Spinetoli poi si andrebbe a finire al confine con Monteprandone. Bocciata per ora l’area Brancadoro, promossa più volte dalla Regione, in quanto la stessa maggioranza intenderebbe mantenere per quel comparto la destinazione a verde sportivo.


«La giunta Acquaroli - afferma la parlamentare Lucia Albano di FdI - ha messo in atto un processo irreversibile di inversione del paradigma, costruendo una sanità territoriale a modello policentrico, più vicina ai bisogni dei cittadini, a fronte dell’attuale modello centralizzato fallimentare. In questo quadro si inserisce la costruzione del nuovo ospedale di San Benedetto: l’attuale edificio è inadeguato; recuperarlo, come dichiarato dal presidente Acquaroli durante il recente consiglio comunale aperto, risulta antieconomico. La città ha bisogno di una struttura moderna, accessibile, attrattiva per i medici e per la mobilità attiva dal vicino Abruzzo. Una struttura che sappia soddisfare al meglio le esigenze di una città in continua crescita, dal largo bacino di utenza e dalla forte vocazione turistica».


A questo punto Albano fa un excursus politico imputando al centrosinistra gran parte dei mali e delle criticità oggi in testa al Madonna del Soccorso. «I gravi problemi del nostro Pronto Soccorso – afferma l’onorevole - sono frutto delle scelte politiche degli ultimi anni che hanno visto il centrosinistra al potere, i cui effetti continuano a perdurare anche oggi. Sono prossimi al pensionamento un elevato numero di medici di medicina generale e risultano introvabili i medici di medicina d’urgenza, a causa di turni insostenibili e di un compenso inadeguato, a fronte di un lavoro molto complesso. Manca una totale programmazione del numero di medici, dovuto anche ai test d’ingresso di medicina, delle specializzazioni e dei loro compensi. A dicembre, avevo presentato un emendamento per destinare aumenti ai medici di medicina d’urgenza, che poi è stato bocciato».

 

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