La famiglia di Gabriele Cavezzi dona al Comune l’archivio dello storico morto un anno fa

La famiglia di Gabriele Cavezzi dona al Comune l archivio dello storico morto un anno fa
La famiglia di Gabriele Cavezzi dona al Comune l’archivio dello storico morto un anno fa
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Martedì 22 Febbraio 2022, 09:35

SAN BENEDETTO - La precedente amministrazione si era detta favorevole a intitoragli la pista di atletica ma ora a un anno dalla morte, il 22 febbraio del 2021 la moglie Giuseppina, i figli Paola, Attilio e Stefano hanno deciso di donare all’Archivio storico comunale i documenti raccolti nel corso dell’intensa attività storiografica di Cavezzi.

La raccolta comprende numerose pubblicazioni, faldoni e supporti digitali: è stata trasferita a Palazzo Piacentini e dell’inventario si sta occupando Giuseppe Merlini, responsabile dell’archivio, con l’intento di rendere il materiale fruibile per la consultazione al più presto. Cavezzi, Premio Truentum,, è stato uno tra i maggiori studiosi di storia patria, con particolare riferimento all’attività marinara. Nel tempo aveva stretto numerosi legami di amicizia con altri studiosi italiani e stranieri, in particolare con le istituzioni culturali croate. Sua e della sua creazione, l’Istituto di Ricerca delle Fonti per la Storia della Civiltà Marinara Picena, è la scoperta di Giovanni Percivalle di Fermo, podestà di Spalato che promulgò gli Statuti di questo centro della Dalmazia. Non solo storico, in vita Cavezzi si è dedicato anche all’attività politica, all’associazionismo e allo sport.

«Gabriele è stato un grande amico - ha commentato l’assessore alla cultura Pasqualina Lazzari - e uno dei tanti innamorati della città ma, a differenza di tutti noi, il suo interesse verso San Benedetto ha varcato e abbattuto le coordinate spazio-tempo della nostra identità, facendoci scoprire vicende e collegamenti che diversamente sarebbero rimasti nell’oblio. In particolare mi riferisco allo studio intrapreso proprio con Merlini, ora nostro archivista storico, sull’emigrazione marinara sambenedettese verso i centri dell’alto Tirreno e del mar Ligure, argomento a me molto caro perché riguarda la storia della famiglia di mia madre, così come quella di tante altre famiglie del contesto peschereccio. Per questo, per tutto quello che lui ha fatto e per la generosità mostrata dai suoi familiari, tutti noi sambenedettesi siamo davvero grati». 

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