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San Benedetto, faccia a faccia sulla sanità dei comitati di quartiere con il sindaco: «Fate presto con il nuovo ospedale»

I presidenti di quartiere di San Benedetto
I presidenti di quartiere di San Benedetto
di Alessandra Clementi
3 Minuti di Lettura
Martedì 8 Marzo 2022, 09:40

SAN BENEDETTO - «Si inizi subito lo studio di fattibilità per il nuovo ospedale sulla costa, approvato e finanziato dalla Regione Marche». L’appello viene gridato ai quattro venti dai comitati di quartiere che nei giorni scorsi si sono incontrati con il sindaco Spazzafumo, summit dal quale è emersa la necessità di evidenziare una compattezza di intenti per quanto concerne il futuro della sanità.

 
 
Galeotta è stata la riunione per discutere dell’election day. E proprio in occasione di tale incontro che i quartieri hanno rilanciato la questione della sanità, a fronte degli ultimi annunci arrivati dalla Regione che ha stanziato 400mila euro per lo studio di fattibilità sulla costa e 80milioni, in questo caso solo previsti, per la realizzazione della struttura. Ma i quartieri non vogliono perdere questo treno e chiedono di procedere compatti tutti verso questa meta e di sollecitare quanto prima la redazione dello studio di fattibilità senza perdere altro tempo in chiacchiere. 

«La città di San Benedetto- afferma la conferenza dei presidenti di quartiere - riceve e accoglie un bacino di utenza per circa 160mila persone, ponendola al centro di un ampio territorio costiero. In questi ultimi tre anni si sono susseguite battaglie e prese di posizioni diverse affinché venisse applicato ciò che lo Stato ha legiferato attraverso il decreto Balduzzi in materia di sanità, normativa che stabilisce un ospedale di primo livello con un bacino come quello sambenedettese. Lotte che si sono concretizzate con la bocciatura dell’ospedale unico di vallata seguita da una mozione votata dall’intero consiglio comunale e sostenuta dai quartieri dove si andava a ribadire la necessità di un primo livello sulla costa». 

Eppure negli ultimi mesi non sono mancati i “nostalgici” dell’ospedale unico, rispolverato e rilanciato in più di un’occasione dal centrosinistra e al riguardo i comitati dichiarano: «Che sia chiaro, a chi ancora specula e tergiversa riesumando progetti ancora nel cassetto, San Benedetto non vuole un ospedale qualsiasi, noi lo abbiamo già da tempo, prima dell’inizio del depauperamento a favore della sanità privata e del Mazzoni. Il nostro ospedale era già quasi di primo livello con eccellenze riconosciute ed invidiate da tutti, che devono essere ripristinate prima possibile. Qui c’è bisogno di una nuova struttura. Oggi un ospedale moderno ha una dinamica e una concezione di materiali e tecnologie strutturali diverse da quelle esistenti al Madonna del Soccorso. Occorre un nuovo edificio antisismico è al passo con i tempi». 

«La legge- terminano i comitati - non è cambiata e a San Benedetto spetta, per bacino di utenza e infrastrutture presenti nel territorio, un ospedale di primo livello. Noi non siamo contro Ascoli. Noi vogliamo ciò che viene puntualizzato nel decreto Balduzzi. Il fatto che Ascoli e l’interno abbiano un ospedale di primo, secondo o ventesimo livello, esula da queste esigenze, e non dipende da San Benedetto. Purtroppo, quello che ancora una volta si evidenzia nella nostra Riviera, è il nostro scarso peso politico».

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