L’Urbanistica ai Verdi e tutti i nomi dei nuovi presidenti eletti. Ma sulle commissioni è bufera

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Alessandra Clementi
Il Comune di San Benedetto

SAN BENEDETTO - L’urbanistica è andata al centrosinistra e il centrodestra è salito sull’Aventino pronto a rifiutare tutte le presidenze. Dopo discussioni, attacchi e accuse si sono svolte ieri mattina le operazioni di voto, da remoto e a scrutinio segreto, per la nomina dei primi quattro presidenti di altrettante commissioni consiliari. La presidenza del tavolo Assetto del territorio era contesa all’interno della minoranza tra centrodestra e centrosinistra ed ha avuto la meglio quest’ultimo eleggendo, grazie alla maggioranza, il consigliere dei Verdi Annalisa Marchegiani. 

 


I primi quattro presidenti eletti sono stati: Marchegiani dei Verdi con 11 voti all’Urbanistica, Silvia Laghi di Rivoluzione civica con 9 voti agli Affari generali, Martina De Renzis di Rinascita sambenedettese con 10 voti alla Cultura e infine Fabrizio Capriotti di Centro civico popolare con 10 voti quale presidente della commissione Commercio e turismo. Eletti vice presidenti Giselda Mancaniello all’Urbanistica, Aurora Bottiglieri agli Affari generali, Marchegiani al Commercio e Nicolò Bagalini alla Cultura e sport.

Ma quest’ultimo non ha accettato, evidenziando così l’intenzione del centrodestra di rifiutare tutte le presidenze dal momento che non è stato riconosciuto il suo peso politico. «Non condivido l’interferenza della maggioranza in queste elezioni, quindi se oggi dovessi essere eletto presidente rifiuterei la presidenza» parole del consigliere meloniano Andrea Traini candidato alla presidenza del Bilancio, che dopo la prima giornata di voto, si tira fuori non condividendo «l’ingerenza della maggioranza». 


«Il centrodestra non ci ha proposto nomi – puntualizza il presidente del consiglio comunale Eldo Fanini – anzi penso, pur non votando personalmente, che abbiamo tolto le castagne dal fuoco al centrodestra litigioso che non aveva trovato un accordo al suo interno». Le operazioni di voto proseguiranno questa mattina con la nomina degli altri quattro presidenti dei tavoli: Bilancio, Sociale e sanità, Lavori pubblici e Sicurezza. 


«Anche un bambino - tuonano i rappresentanti di Lega, Fi e FdI - comprenderebbe che il presidente di una commissione di minoranza eletto con il voto determinante della maggioranza non può essere riconosciuto come garante dell’opposizione bensì come figura gradita a chi amministra. Quando una maggioranza si fa forte del proprio peso numerico per travolgere tutto e tutti dovrebbero essere sia gli organi preposti, in questo caso il presidente del Consiglio, sia la minoranza stessa ad opporsi ed invece in questo caso, quella che minoranza evidentemente non è, addirittura ne beneficia. Non abbiamo alcun privilegio da chiedere all’attuale vuota maggioranza poiché questa non ha nulla da dare, si tratta solo di vedersi riconosciuto ciò che spetta all’opposizione secondo buone prassi che noi abbiamo rispettato a parti invertite. Abbiamo legittimamente rivendicato la presidenza di “commissioni di garanzia” spettante al gruppo minoritario a tutela della trasparenza e a garanzia del principio democratico».

 

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