Addio spaghetti vista mare, gli chalet devono rimuovere sedie e tavolini in spiaggia

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Alessandra Clementi
Il lungomare

SAN BENEDETTO - Addio all’area arredata, compresa tra gli stabilimenti e la spiaggia, destinata alla ristorazione e all’intrattenimento serale negli chalet sul mare. Il grido di allarme era stato lanciato nel corso dell’ultimo tavolo del turismo, anche se il problema era noto ormai da oltre un anno. Il Piano di gestione integrata della costa impone agli chalet un arretramento di almeno 15 metri dalla spiaggia. 

 

 

 
Nel 2010 al momento della revisione del Piano spiaggia l’amministrazione comunale, dietro richiesta degli operatori e delle associazioni di categoria, previde una fascia polifunzionale di almeno 25 metri dove potevano essere installate pedane che andavano a occupare l’arenile subito a ridosso dello chalet andando verso il mare. Pedane che poi sono state arredate da tavolini, sedie, gazebo da destinare alla ristorazione o per l’intrattenimento sia diurno che serale degli avventori. Una grande opportunità per i concessionari che hanno così potuto unire all’attività prettamente balneare data dagli ombrelloni, l’attività di ristorazione e discoteca.
Tutto questo fino al dicembre 2019 quando la Regione Marche ha approvato il Piano della costa che è diventato un “incubo” per tecnici e imprenditori. Tanti i paletti posti all’edilizia, non ultima l’imposizione per gli chalet di far arretrare queste pedane e quindi l’intera fascia polifunzionale di 15 metri. Tutto questo significa una forte riduzione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e di intrattenimento. Opere che tra l‘altro dovranno essere attuate entro dicembre, dal momento che il Piano di gestione della costa deve essere applicato entro il 12 dicembre di quest’anno. 
Una norma che preoccupa non poco gli imprenditori balneari che ne hanno discusso anche nel corso dell’ultimo tavolo del turismo. Lo stesso segretario della Confesercenti Sandro Assenti ha parlato di una mannaia non da poco che penderebbe sulla testa dei concessionari. Tra l’altro questa fascia polifunzionale prevista dall’ultimo Piano spiaggia è stata adottata da tutti gli chalet della Riviera, proprio per consentire attività di ristoro e di intrattenimento. Ora i timori sono tanti soprattutto tenendo conto del momento già difficile per il turismo. Inoltre per gli chalet l’ampliamento deve essere stagionale e non strutturale, è quindi vietato il rilascio di nuove concessioni demaniali nelle aree soggette a movimenti franosi, così per le aree protette. 

Il Piano di gestione integrata (Gizc), inoltre, vincola la costa fino a 200 metri limitando la realizzazione degli interventi edilizi. Tutto questo dovuto all’adeguamento del piano al protocollo del Mediterraneo e alla legge sui fiumi, questo significa congelare ampliamenti e realizzazioni di chalet, hotel e abitazioni. Per la fascia di rispetto si parla delle aree soggette al demanio, zona inondabili secondo la direttiva delle alluvioni e il protocollo del Mediterraneo. Inoltre in caso di demolizione ricostruzione dovrà essere a minimo impatto.

 

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