Bottiglie, taniche e damigiane: in fila alle fontanelle per paura di restare senz’acqua

Bottiglie, taniche e damigiane: in fila alle fontanelle per paura di restare senz acqua
Bottiglie, taniche e damigiane: in fila alle fontanelle per paura di restare senz’acqua
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Sabato 25 Giugno 2022, 03:10

SAN BENEDETTO  - Batterie di bottiglie, ma anche damigiane e taniche: arrivano con tutto l’occorrente gli anziani - ma non solo loro - che stanno letteralmente prendendo d’assalto le fontanelle del lungomare di San Benedetto. Il timore è che, come accaduto durante tutto lo scorso inverno, le cannelle dell’area turistica siano nuovamente chiuse e, vista l’emergenza che ufficialmente non è stata decretata ma è già percepita, si debba far ricorso alle bottiglie del supermercato con prezzi che molte famiglie non si possono permettere.


Il caldo, è innegabile, si fa sentire e se questa è la situazione a giugno, per i prossimi mesi, ci vorrà un gran fisico per sopportarlo. Sicuramente il metodo più naturale e raccomandato dai medici, è quello di idratarsi per fare in modo che la termoregolazione sia gestita dall’organismo e non indotta dai condizionatori che, oltre a sprecare energia in tempi di guerra, immettono nell’atmosfera il caldo che espellono da case e uffici, creando quella cappa di afa che va addirittura ad aggravare il problema. Dunque, bere, bere e ancora bere. Acqua, s’intende, perché l’alcol, anche quello ghiacciato della birra o del vino dopo la prima sensazione di refrigerio, contribuiscono ad alzare la temperatura interna. Così sul lungomare si formano le lunghe code di persone che cercano di accaparrarsi il prezioso liquido dopo aver sentito alla Tv che «le fontane saranno chiuse» e «sarà vietato lavare le auto».

Tutto aggravato dall’allerta diramata ieri dalla Protezione civile della Regione Marche ha emesso un bollettino per le ondate di calore . Comunque per oggi l’allame è stato ridimensionato con temperature che andranno da 27 a 30 gradi e per domani oscilleranno tra 27 e 31 gradi con grado di allerta classificato a 1 (previste dunque temperature elevate che non rappresentano un rischio rilevante per la salute della popolazione, ma che possono precedere il verificarsi di condizioni di rischio). In questa situazione abbastanza complicata comunque parole rassicuranti arrivano da Giovanni Celani. Il direttore della Ciip (ex Consorzio idrico) esclude «la chiusura delle fontanelle sul lungomare. Siamo - spiega in una situazione simile a quella dell’anno scorso e ovviamente la zona turistica sarà tenuta in grande considerazione».

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, il problema è rappresentato soprattutto da chi spreca. Chi, cioè lava le auto e irriga i campi con l’acqua potabile e, soprattutto nella zona collinare, non ha un pozzo al quale attingere. «Comunque basterà una pioggia di un paio di giorni per allungare di 10 giorni le nostre riserve» chiude Celani. Dunque non resta che pregare magari che Giove Pluvio.


Intanto dal 25 giugno al 30 settembre, a Monteprandone, sarà vietato usare l’acqua potabile per uso extra-domestico. Non si potranno innaffiare giardini e orti, lavare autovetture e riempire piscine.

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