Assalto delle bici in Riviera e sosta selvaggia: «Meno parcheggi e più rastrelliere»

Assalto delle bici in Riviera e sosta selvaggia: «Meno parcheggi e più rastrelliere»
Assalto delle bici in Riviera e sosta selvaggia: «Meno parcheggi e più rastrelliere»
di Marco Braccetti
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Lunedì 5 Settembre 2022, 09:40

SAN BENEDETTO - «Meno parcheggi per le auto, più rastrelliere per le bici». Ecco la ricetta della sezione locale Fiab (Federazione Italiana ambiente e bicicletta) davanti al caos che, anche quest’estate, caratterizza la sosta delle due ruote. Dalle proprie pagine social, il gruppo amante delle due-ruote chiede maggiori spazi attrezzati dove poter lasciare in sicurezza i mezzi.

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La creazione di nuove rastrelliere sarebbe utilissima per contenere la sosta selvaggia delle bici che, puntualmente, esplode ogni estate. Lungo l’isola pedonale o sul lungomare, i velocipedi vengono attaccati letteralmente ovunque, comprese piante e punti-luce. 

Il muro 

Sul lungomare, questa situazione non è solo un pugno nell’occhio a livello estetico. In giornate particolarmente caotiche, infatti, le bici affastellate in sosta selvaggia arrivano a togliere spazio per un’agevole circolazione dei disabili in carrozzina, oppure dei genitori con passeggini appresso. Una situazione che, puntualmente, si ripete durante ogni stagione estiva. Va detto che la polizia municipale qualcosa sta facendo Nelle ultime settimane, sono stati posti dei nuovi avvisi di rimozione, custoditi in delle bustine di plastica trasparente, contro le intemperie. 

Cinque mesi, 17 rimozioni

Su questo fronte, l’ultimo report ufficiale approvato dalla giunta prende in esame il periodo gennaio/maggio 2022. Ebbene: in quella fascia di mesi, i vigili hanno rimosso 17 biciclette. Un numero che, a ben guardare, può sembrare esiguo e, per certi versi, lo è. Meno di 4 bici al mese. Poca roba, rispetto al caos che si vede in giro. Come si spiega, dunque, un “bottino” così magro? Una risposta è questa: molti dei mezzi lasciati irregolarmente in sosta sono dei rottami e così vengono trattati. Ossia rimossi e affidati alla PicenAmbiente, per essere smaltiti come rifiuti. Dunque questi non entrano nel computo dei mezzi ancora servibili. Quest’ultimi vengono prelevati e posti in giacenza nei magazzini municipali per un anno, in attesa che i legittimi proprietari ne richiedano la restituzione, previo il pagamento di una muklta. Non sempre le bici rimosse vengono poi “rivendicate”. In tal caso: scaduti i termini di custodia, i mezzi diventano a tutti gli effetti di proprietà pubblica.

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