Bestemmie, volgarità e bullismo, don Gian Luca sbarra l'oratorio: «Chiuso per maleducazione»

Bestemmie, volgarità e bullismo, don Gian Luca sbarra l'oratorio: «Chiuso per maleducazione»
Bestemmie, volgarità e bullismo, don Gian Luca sbarra l'oratorio: «Chiuso per maleducazione»
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Martedì 28 Luglio 2020, 04:15

SAN BENEDETTO - Oratorio chiuso per maleducazione. È quanto accaduto alla parrocchia di Cristo Re a Porto d’Ascoli. Provvedimento assunto da un esausto don Gian Luca Rosati che si è visto costretto ad apporre un cartello ai cancelli dell’oratorio con su scritto: «Oggi l’oratorio rimane chiuso e lo resterà fino alla fine dell’epidemia di maleducazione e inciviltà che ha colpito anche i più piccoli. Chiedo ai grandi di prendersi a cuore l’educazione dei piccoli al ben pensare, al ben parlare e al ben fare». 

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Un don Gian Luca esasperato da bestemmie, episodi di bullismo, volgarità che arrivano proprio dai bambini frequentatori dell’oratorio. Ma ora la misura sembra colma tanto da chiudere i cancelli.
 

«Chi mi conosce- afferma don Gian Luca Rosati - sa bene quanto mi costi prendere un tale provvedimento, ma dopo mesi trascorsi a predicare e pazientare, ho deciso che è giunto il momento di un gesto un po’ più forte. Per ora i cancelli saranno chiusi. Da domani in poi, vediamo, ma penso che passerà un po’ di tempo prima di riaprirli. Mi dispiace, ma non posso più tollerare bestemmie, parolacce, volgarità, atti di bullismo, gesti altamente incivili, che alcuni vengono a commettere in oratorio perché qua dietro nessuno li vede. Voglio dare un segnale, invece, spiegando come Dio li vede sempre e che le cose che non possiamo fare alla luce del sole, sono cose cattive e vanno evitate anche se non c’è nessuno a vederci. Nella casa di Dio non ci si deve permettere di fare volontariamente il male». 
Il richiamo
«Vi assicuro- prosegue il parroco - che ho avuto anche troppa pazienza, richiamando personalmente i diretti interessati e trascorrendo molto tempo sul campo per vigilare e intervenire prontamente in caso di necessità. Con me anche i catechisti e gli educatori e altri collaboratori della parrocchia e molti genitori e nonni sono intervenuti a richiamare e a correggere, ma occorrerebbe stare lì a vigilare 24 ore su 24 e non è fisicamente possibile». 

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