Affari e prezzi buoni per tutti: l'asta del pesce torna e convince dopo lo sciopero per il caro gasolio. Fronte della protesta: chiesto il fermo bellico

Affari e prezzi buoni per tutti: l'asta del pesce torna e convince dopo lo sciopero per il caro gasolio
Affari e prezzi buoni per tutti: l'asta del pesce torna e convince dopo lo sciopero per il caro gasolio
di Emidio Lattanzi
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Giovedì 16 Giugno 2022, 08:20

SAN BENEDETTO - Prezzi buoni sia per i commercianti che per i pescatori. La prima asta dopo l’ennesimo rientro in mare, deciso al termine di un lungo giro di tira e molla tra le varie marinerie per lo sciopero del caro gasolio, ha portato ad una situazione che viene giudicata positiva un po’ da tutte le parti in causa. 

Asta con il segno positivo

Positiva sotto il punto di vista della quantità, della qualità e dei prezzi che, in un modo o nell’altro, sono riusciti ad accontentare un po’ tutti. In mare, per il rientro, sono andate trentasei imbarcazioni. La prima uscita ha infatti fatto registrare un’adesione di massa. La musica è cambiata per la seconda uscita. Ieri sono andate in mare diciotto barche mentre le altre diciotto prenderanno il largo questa sera per rispettare il patto in base al quale i pescherecci faranno soltanto due uscite alla settimana. 

La nuova realtà 

La protesta, insomma, sembra essere alle spalle. I marittimi hanno capito che dovranno convivere con il caro gasolio ma stanno anche attendendo risposte dall’Unione Europea sull’estensione del fermo bellico, attualmente in vigore nel Mar Nero, anche a tutto il Mediterraneo. Sono poche le speranze che la richiesta possa essere accettata ma, come si suol dire, tentar non nuoce. 

I prezzi battuti e il pescato

Tornando all’asta di ieri ecco alcuni prezzi: Sogliola Grande 82,6 kg per 23,15 euro al chilogrammo, soglioletta 365,5 kg per 11,39 euro, scampi piccoli 91,1 kg per 13,12 euro, nasello medio 1.008 kg per 5,67 euro o i naselli piccoli pescati in 1029 chilogrammi per un prezzo di 7,07 euro al chilo. «Abbiamo avuto una buona abbondanza di pesce e i prezzi sono stati buoni, almeno dal nostro punto di vista - spiega Lorenzo Marinangeli, commerciante del porto e titolare della Lory Pesca - ora si esce due giorni a settimana a causa del caro gasolio ma è evidente che questa non è una situazione che poi potrà essere mantenuta. Anche perché l’Europa, nel corso degli anni, ha già diminuito notevolmente le giornate di pesca a disposizione dei marittimi e decidere di “tagliare” ulteriormente le uscite in mare sarebbe controproducente». 

La normalità dopo i blitz 

A prescindere da tutto il porto, dopo le ultime quattro settimane estremamente turbolente, sembra essere finalmente tornato alla normalità. O perlomeno ad una quotidianità che mancava da tempo dopo i blitz delle altre marinerie che in due occasioni hanno effettuato spedizioni al porto di San Benedetto per convincere i marittimi rivieraschi a fermarsi. La prima volta all’inizio dello sciopero quando il porto sambenedettese provò a dissociarsi dalla protesta nazionale. Alcune delegazioni arrivarono e riuscirono a convincere i pescatori a fermarsi. In quel caso ci fu un arresto e tre denunce. La seconda volta al rientro delle barche in porto dopo il tentativo di ritorno alle attività. Ancora in quell’occasione si crearono tensioni e la polizia denunciò tre termolesi che stavano raggiungendo l’impianto portuale sambenedettese con delle bottigliette piene di gasolio che volevano versare sul pesce pescato per renderlo invendibile.

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