Il ponte chiuso dal sisma del 2016. Il sindaco Borraccini chiede di adeguare il prezzario per i lavori stradali

Il ponte a Rotello chiuso dal sisma
Il ponte a Rotello chiuso dal sisma
di Eduardo Parente
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Venerdì 6 Maggio 2022, 05:20

ROTELLA - Aumenta il contributo per la ricostruzione post sisma. Ma quello per la via viabilità, resta fermo al palo. Così come il prezzario. In sostanza, bisogna «ripristinare la viabilità con un adeguamento del contributo sui lavori». A dirlo con forza è Giovanni Borraccini, vicepresidente della Provincia e sindaco di Rotella.

«Dall’ultima ordinanza del commissario Giovanni Legnini - spiega Borraccini - è arrivata una boccata d’ossigeno per i cantieri della ricostruzione, pubblici e privati: possono ripartire grazie all’incremento del contributo, tra il 20 e il 25%, altrimenti destinati a fermarsi per il caro prezzi. Ma manca ancora un altro tassello per guardare al futuro con ottimismo: sbloccare i lavori legati alla viabilità». 

 

«L’ordinanza del commissario - prosegue Borraccini - è di fondamentale importanza, per la rinascita dei territori colpiti dal sisma. La stessa inoltre prevede ulteriori step in caso di nuovi incrementi dei prezzi. Non è accaduta, però, la stessa cosa per i danni alle strade comunali, provinciali e dell’Anas che si sta occupando dei lavori. Si tratta di strade e ponti, danneggiati dal terremoto e dai quali dipende la vera ripresa di tante piccole realtà. Queste rischiano di rimanere escluse dai grandi centri, proprio per il disagio negli spostamenti. I più colpiti sono i residenti, spinti ad andarsene. Ma la difficoltà a raggiungere alcune zone, scoraggia anche i flussi turistici e le rende meno attrattive per investimenti di tipo commerciale o industriale». 

Il ponte di Rotella è uno degli esempi lampanti: chiuso subito dopo il sisma, non sembra destinato a diventare, a breve, oggetto di un intervento per essere riaperto. «A causa dei rincari, i cantieri dell’Anas si sono fermati. Il loro prezzario – continua Borraccini – non è più adeguato. In alcuni casi, risale addirittura al 2019. Oggi si parla di aumento dei costi pari al 150% per il ferro, del 45% per il cemento, del 70% sui laterizi, del 50% sugli infissi in pvc e dell’80% sul legno. Far ripartire i lavori sulle strade è indispensabile. E la misura, lungimirante, adottata dal commissario Legnini per i cantieri della ricostruzione degli edifici, deve essere estesa alle opere sulla viabilità. Quindi non solo un aumento per i lavori ancora da affidare, ma anche ai lavori in corso che sono fermi». Infine la chiosa: «se non si adeguano i prezzi anche in questo settore, resta ferma la vita e l’economia di intere aree del cratere».

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