Trasforma l'azienda agricola in un ristorante abusivo a km zero: denunciato anche per evasione fiscale

Ripatransone, trasforma l'azienda agricola in un ristorante abusivo a km zero: denunciato anche per evasione fiscale
Ripatransone, trasforma l'azienda agricola in un ristorante abusivo a km zero: denunciato anche per evasione fiscale
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Sabato 7 Novembre 2020, 03:50

RIPATRANSONE - Di giorno coltivatore diretto ma, nelle serate del weekend, ristoratore a chilometro zero. Ma abusivo. Accade a Ripatransone dove la Guardia di Finanza della compagnia di San Benedetto ha acceso i riflettori su una situazione che ha dell’incredibile.

Il coltivatore organizzava infatti cene ed eventi all’interno della propria abitazione, adibita, per le occasioni, ad un vero e proprio ristorante. Ogni fine settimana, proponeva piatti e pietanze “certificati”, per lo più provenienti dalle proprie coltivazioni.

Una “certificazione”, tuttavia, non rinvenuta in alcuno degli Uffici pubblici ai quali compete il rilascio delle autorizzazioni e delle licenze per la somministrazione di cibi e bevande, così come anche del tutto sconosciuta è risultata l’attività di ristorazione agli Uffici Finanziari, sui quali incombono gli oneri di controllo, scoperta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno. Un escamotage, quello adottato dal coltivatore-ristoratore, pregiudizievole verso gli altri operatori del settore che hanno deciso di rispettare le leggi, minandoli da una concorrenza sleale, capace di imporsi non solo per l’offerta di un servizio a prezzi concorrenziali, ma rivelatosi oltremodo pericoloso nel particolare periodo di emergenza sanitaria, essendo infatti sfuggito anche ai controlli sulla conforme osservanza delle prescrizioni dei diversi provvedimenti delle Autorità governative. Le cene venivano anche pubblicizzate ed è stato proprio ad una di queste occasioni “mondane” che le Fiamme Gialle hanno bussato alla porta dell’abitazione del ristoratore abusivo, il quale, verosimilmente convinto di accogliere dei clienti, si è trovato invece ad ospitare i militari della Compagnia di San Benedetto del Tronto per il controllo di circostanza, nel cui ambito è stata individuata anche una lavoratrice – naturalmente “in nero” – addetta alla cucina dell’abitazione, attrezzata in tutto e per tutto per le esigenze di una clientela non sicuramente ristretta al solo livello familiare. Dalle prime risultanze delle indagini scaturite dal blitz serale, sono state delineate attività di ristorazione effettuate tutte all’interno dell’abitazione privata da circa 3 anni, per le quali si è proceduto a ricondurre a tassazione redditi non dichiarati al Fisco per circa 20.000 euro, ai quali si è aggiunta anche l’imputazione Iva per 2.500 euro e, quale “evasore totale”, le contestazioni relative alla mancanza delle scritture contabili obbligatorie. A causa del mancato rispetto dei protocolli sanitari e d’igiene, ha trovato l’attivazione anche del Comune e dell’Asur.

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