Anziani uccisi nella casa di riposo: trovate sostanze tossiche nel sangue dei degenti

Sabato 13 Febbraio 2021 di Luigi Miozzi
Offida, anziani uccisi nella casa di riposo: trovate sostanze tossiche nel sangue dei degenti

ASCOLI - I risultati dell’incidente probatorio sui presunti omicidi che sarebbero stati compiuti all’interno della rsa di Offida confermano in larga parte quanto accertato dai consulenti della Procura in sede di indagine. A seguito di quell’inchiesta, dal 15 giugno dello scorso anno, è rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto Leopoldo Wick, l’infermiere della casa di riposo ritenuto il presunto responsabile dell’omicidio di otto degenti della struttura e del tentato omicidio di altri quattro.

 

Nello scorso mese di ottobre, il gip Annalisa Giusti aveva affidato l’incarico a Emanuela Turillazzi, docente di medicina legale all’università di Foggia, e al professor Silvio Chiericoni, ordinario di tossicologia forense all’ateneo di Pisa. 

Le analisi

Ai periti il giudice aveva chiesto di eseguire le analisi sui campioni di sangue prelevati dai cadaveri degli ospiti deceduti nella struttura sanitaria e sui campioni di prelevati in vita ad alcuni ospiti della Rsa di Offida per accertare l’eventuale presenza nel sangue di sostanze tossiche e di principi attivi di psicofarmaci, benzodiazepine, promazina, barbiturici ed anticoagulanti. Ai consulenti, inoltre, il gip aveva chiesto anche di analizzare la composizione di una pasticca di colore bianco avvolta in una garza e il contenuto di un flaconcino di soluzione iniettabile rinvenute all’interno di uno zainetto e sequestrate dagli investigatori nel corso di una perquisizione eseguita nei confronti di Leopoldo Wick. L’incidente probatorio ha, dunque, confermato la presenza di sostanze tossiche derivanti dai principi attivi di alcuni medicinali che, secondo l’accusa, sarebbero stati somministrati da Wick. 

La difesa replica

Ma c’è un punto su cui la difesa di Wick annuncia battaglia. Gli avvocati Tommaso Pietropaolo e Luca Filipponi stanno valutando con i propri consulenti che hanno assistito all’incidente probatorio - la dottoressa Sabrina Strano Rossi, professore associato di tossicologia forense all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e il medico legale Leonardo Grimaldi - la possibilità di chiedere al gip una ulteriore perizia. La difesa, infatti, ritiene che fino ad ora sia stata riscontrata solo la presenza delle sostanze tossiche ma che, a questo, non sia seguita una valutazione medico legale per accertare se sia stata la sostanza a causare il decesso. Tale richiesta potrebbe essere già formulata il 24 febbraio quando davanti al gip verranno prese in esame i risultati dell’incidente probatorio. Nel frattempo da otto mesi Leopoldo Wick è rinchiuso in una cella del carcere di Marino del Tronto e nelle scorse settimane è stato condannato dal gup di Ascoli Rita De Angelis a dieci mesi di carcere e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per peculato. 

La perquisizione

Nel corso di una perquisizione nell’abitazione dell’infermiere, i carabinieri trovarono cateteri siringhe e lacci emostatici che, secondo quanto sostenuto dagli inquirenti, si trattava di materiale prelevato dalla Rsa dove prestava servizio. Una sentenza che è stata duramente criticata dalla difesa di Wick che ritiene la pena inflitta troppo severe e che per questo ha già annunciato ricorso in Appello. 

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