Monti chiede una proroga delle indagini sui decessi alla Rsa di Offida: «Altre tre morti sospette, ancora Wick il colpevole»

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Luigi Miozzi
Monti chiede una proroga delle indaginu sugli strani decessi alla Rsa di Offida: «Altre tre morti sospette, ancora Wick il colpevole»

ASCOLI  - Altri tre presunti omicidi sarebbero stati compiuti nella Rsa di Offida nel 2017. E il presunto responsabile sarebbe, ancora una volta, l’infermiere Leopoldo Wick. È quello che sostiene la Procura di Ascoli che nei giorni scorsi ha depositato la richiesta di proroga delle indagini per i fatti che sarebbero stati compiuti all’interno della casa di riposo tra il 2017 e il 2018.

 

Nelle motivazioni della sua istanza, il procuratore Umberto Monti sostiene che ci sarebbero altre tre morti sospette di altrettanti ospiti della struttura avvenute il 3 agosto del 2017 e che sarebbero emerso a seguito di prelievi effettuati in sede di indagine per i precedenti casi già oggetto di processo davanti alla corte d’assise di Macerata e che sarebbero emersi nel corso della consulenza tecnica che avrebbe garantito «contributi scientifici approfonditi» dai quali sarebbero emerse somministrazioni in dosi massicce di farmaci che avrebbe causato la morte degli anziani.


Salirebbero così a undici i casi di omicidio contestati a Leopoldo Wick ai quali si aggiungono anche i quattro presunti tentati omicidi già contestati all’infermiere. Nel frattempo, a Macerata, è giunto alle battute finali il processo in cui Wick è imputato di aver ucciso otto anziani e del tentato omicidio di altri quattro ospiti della struttura. La sentenza è attesa per il primo giugno quando la corte d’assise si riunirà in camera di consiglio. Nel corso dell’ultima udienza, in sede di repliche, la pubblica accusa ha ribadito la propria convinzione che a compiere quei delitti sia stato Leopoldo Wick ribadendo la bontà dell’inchiesta e degli elementi di prova raccolti a sostegno delle tesi accusatorie.

Il Pm Monti, in aula, ha respinto gli attacchi della difesa dell’imputato e dall’avvocato dell’Asur che hanno sostenuto che nel corso dell’indagine non fosse stato garantito il diritto alla difesa di Wick quando era già indagato. L’avvocato Gianfranco Iadecola, per conto dell’Asur, ha ribadito che gran parte degli elementi raccolti dalla Procura a sostegno delle proprie tesi non siano utilizzabili ai fini processuali poichè sono stati raccolti senza dare la possibilità a Wick, che era già indagato, di nominare un proprio consulente e quindi di difendersi. Tesi sostenuta anche dai due difensori dell’infermiere, gli avvocati Francesco Voltattorni e Tommaso Pietropaolo.

 

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